Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio
Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio

Di cattiva scrittura e cattivi eroi

settembre 5, 2023 by Marco Rubboli Nessun commento
Molti hanno criticato nella serie TV “The Rings of Power”, Prima Stagione, che Galadriel fosse dipinta come una guerriera. Con altre critiche alla serie (che ho recensito puntata per puntata su FB) posso essere d’accordo ma non con questa: Galadriel nei libri di Tolkien è un personaggio alquanto bellicoso, una comandante militare di prima importanza almeno fino a tutta la Seconda Era. I lettori possono approfondire questo aspetto dell’Elfa sui testi del Professore, o nel mio saggio “Guerra nella Terra di Mezzo” in cui si trattano estesamente questi temi. Purtroppo però nella serie quel che si vede non è una grande regina guerriera plurimillenaria nel pieno della sua esperienza e abilità, ma un’adolescente in armatura prepotente e sconsiderata, priva della più elementare diplomazia e di tutte le qualità che Tolkien stimava in un comandante: prudenza, audacia quando serve davvero e non per mettersi in mostra, cura per la vita dei propri soldati (!) ecc. Da parte della produzione si accampano scuse tirando in campo a sproposito l’arco di sviluppo del personaggio, che però dovrebbe essere bello che concluso e da parecchio, in un personaggio che ha già vissuto il paradiso e l’inferno, la disobbedienza agli Dei e la guerra civile fratricida, l’esodo fra i ghiacci, l’assedio posto all’Oscuro Signore, trionfi e sconfitte devastanti, e anche solo in termini di anni di vita trascorsi sulla terra ha l’esperienza di decine di vegliardi umani messi insieme uno dopo l’altro: un nostro ottuagenario in confronto a lei non sarebbe altro che un ingenuo ragazzino!
Qualcuno potrebbe chiedersi da dove venga una deriva così assurda per un personaggio tanto importante. Se avete questo dubbio vi consiglio il video qui sotto, che secondo me spiega molto bene tante cose sulla pessima scrittura di questo e tanti altri personaggi femminili, e sulla buona scrittura invece di altrettante eroine dello schermo, una distinzione che anche il pubblico ha saputo fare.
Due frasi importanti nel video, da ricordare:
– “You are not enough but you still can do great things”: gli eroi non dovrebbero essere in grado di risolvere la situazione da soli, “trovando la loro forza in loro stessi” ossia facendo appello a un potere che hanno già dentro (ma quando mai?), ma attraverso la collaborazione con gli altri, il duro apprendimento tramite l’esercizio dell’umiltà e della volontà, la sofferenza e, almeno nel caso degli eroi di Tolkien, un pizzico di aiuto da parte del grande disegno di Iluvatar.
– “Create characters to tell a story, not to prove a point”. Parlando di Tolkien, il Professore non voleva assolutamente che i suoi scritti venissero presi come allegorie, bensì come “creazione secondaria”, col fine ultimo della sua stessa bellezza. Non è un caso che le sue storie siano ancora così vive. Quindi personaggi “simbolo” non sono compatibili con la sua visione artistica e il suo mondo. In generale, personaggi di questo tipo sono sempre superficiali, poco credibili, poco empatici e poco appassionanti. Sono, appunto, allegorie, e non esseri umani (o elfici) a tutto tondo. Ma non tutti sono saggi come Tolkien, e molti autori ancora pensano di dover impartire al pubblico la lezioncina ideologica. Specialmente se parliamo di idee a loro volta superficiali e poco credibili, come un presunto “girl power”, o un misterioso “self empowerment” che dovrebbe permettere al personaggio di trovare la propria forza interiore e risolvere così ogni situazione, abbattere ogni ostacolo.
A questo punto ho fatto un esame di coscienza sui miei, di personaggi, dalla saga della Corona d’Acciaio ai Pretoriani Neri, e sapete cosa? Non credo di avere nessuno nelle mie pagine, uomini o donne che siano, le cui vittorie siano dovute al “trovare la propria forza interiore”: tutti nonostante le loro capacità hanno debolezze, incertezze, devono sudare e soffrire e sanguinare, e comunque tutti i loro sforzi non basterebbero se non avessero amici e alleati fidati al loro fianco, che non si ottengono “trovando se stessi” e “perseguendo la propria realizzazione” ma proprio al contrario: avendo attenzione per gli altri e ponendosi fini condivisibili dagli altri.
Solo così, nonostante i loro limiti, gli eroi prevalgono e si distinguono da quelli che cercano solo “empowerment” per se stessi, e che potete indovinare chi possano essere.
https://youtu.be/YmWgp4K9XuU
Share:
Reading time: 3 min

Di bambole, “empowerment” e umanità

settembre 5, 2023 by Marco Rubboli Nessun commento
Anch’io alla fine ieri ho visto il film “Barbie”. Mi sono divertito parecchio: il mondo rosa fintissimo e plasticoso è realizzato davvero bene, le battute sono spassose, le citazioni gustose, i personaggi simpatici… tranne la figlia della tipa che lavora alla Mattel e le sue amiche, assolutamente odiose. Il personaggio più simpatico invece è di gran lunga quel cretino di Ken. Cretino lo è sempre stato, anche prima di apparire sullo schermo, fin da quando era solo un bambolotto di plastica con un sorriso beota stampato in faccia. Non potrebbe essere diverso, perché è un uomo-accessorio in un mondo femminile ideale, e se Barbie è un’idealizzazione estrema e irreale della donna, sia fisicamente che a livello di vita sociale e realizzazione professionale, Ken invece è la parodia di un uomo. Incarna infatti il tizio che Barbie deve avere accanto da esporre alle feste, o come cavalier servente. A scelta della bambina di turno può essere il fidanzato perfetto e adorante oppure un vero e proprio “servo della gleba” eternamente “friendzonato” come nel film. La sua cifra è il glamour, professione: “spiaggia”. Qualcuno dei miei lettori maschi ha mai giocato con Ken, si è mai identificato con lui? Non credo. I Ken di mia sorella nei nostri giochi facevano la figura del salame proprio come nel film. Il glamour da “ragazzo dorato” da spiaggia non attira per niente i ragazzini veri, che cercano altro, e precisamente cercano azione. Barbie può essere tutto ciò che vuole, quindi può essere anche una donna d’azione, ma l’uomo d’azione non è Ken, è (era) invece Big Jim, che infatti la Mattel proponeva ai maschietti in divisa militare, in tenuta da karate, o come spia-killer in stile James Bond. Nel suo ridicolo tentativo di portare a Barbieland il patriarcato, Ken prova a reinventarsi uomo d’azione, diventandone ovviamente solo una parodia, dato che parodia era e parodia rimane, e la cosa risulta esilarante.
Parentesi seria, andando a guardare al di là della cortina di faceto: l’oppressione matriarcale che si vede all’inizio esercitata sui poveri Ken trova il suo uguale e contrario nel decerebrato patriarcato che Ken tenta di imporre. Ovviamente viene gabbato e battuto (no spoiler, era evidente fin dal primo minuto). Barbie però non pensa mai che ci fosse qualcosa di sbagliato nel suo mondo, ha in mente sempre solo se stessa, chiede scusa a Ken solo tardivamente e molto parzialmente, lasciandolo peraltro nella sua condizione servile e di “homeless”. D’altra parte nemmeno Ken pensa per un solo istante di chiedere giustizia e uguaglianza, ma vuole solo insediarsi come nuovo oppressore. Non a caso Ken alla fine indossa una maglietta rivendicativa con la scritta “I am K-enough”, così come Barbie basta a se stessa.
Si tratta di comportamenti figli della filosofia, o filo-follia, vigente da quelle parti e contraria a quella delle “grandi storie”: un sogno di autorealizzazione egoistica, di empowerment solipsistico. Una ricerca del proprio potere, quando il potere è essenzialmente in se stesso sempre un male (“il Male”, se vogliamo), sebbene a volte sia un male necessario, ed è abbastanza chiaro che tipo di personaggi lo bramino, mentre i personaggi positivi lo vedono piuttosto come un pericoloso e doloroso fardello (vedi per esempio Aragorn in “Il Signore degli Anelli”).
Ma la specie umana, tanto per le donne quanto per gli uomini, è una specie politica, che vive in tribù nelle quali ognuno pensa anche agli altri, ama gli altri, addirittura a volte si sacrifica per gli altri, scende a compromessi cedendo un po’ dei propri sogni per far posto ai sogni degli altri. Le bambine e pure i bambini maschi per fortuna giocano non solo con Barbie e Big Jim, cosa che fanno da molti millenni prima di Barbie come si vede da questa immagine di una Barbie romana, ma qualche volta anche coi bambolotti neonati (io lo facevo piuttosto spesso giocando con mia sorella, magari “difendendoli dai cattivi”).
E nessuno, mai, è “enough” da solo, ma ognuno per vivere ha bisogno degli altri esseri umani mille volte al giorno, se vogliamo guardare in faccia la realtà invece che raccontarci scempiaggini.
Per fortuna, infatti, non esiste Barbieland come non esiste Kendom, e questo nostro mondo così imperfetto è molto migliore di entrambi, a dispetto di tutte le ideologie di plastica.
Share:
Reading time: 3 min

Popular Posts

PER LA CORONA D’ACCIAIO: NUOVA EDIZIONE CON NOCTURNA GDS

agosto 26, 2024

La mappa di Gallesse: il Regno del Pane

luglio 19, 2026

La mappa di Gallesse: il Regno del Vino

CONTRO DUE IMPERI – PER LA CORONA D’ACCIAIO II

agosto 26, 2024

Categorie

  • Articoli
  • Casate
  • Estratti
  • Eventi Storici
  • Illustrazioni
  • Luoghi
  • Mappe
  • Personaggi
  • Racconti

Search

Recent Posts

La mappa di Gallesse: il Regno del Vino

luglio 19, 2026

La mappa di Gallesse: il Regno del Pane

PER LA CORONA D’ACCIAIO: NUOVA EDIZIONE CON NOCTURNA GDS

agosto 26, 2024

CONTRO DUE IMPERI – PER LA CORONA D’ACCIAIO II

Like Us On Facebook

Tag Cloud

#tolkien alessandro dumas alexandre dumas arturo pérez reverte avventura classica barbari Caterina Franciosi compagnie di ventura condottiero corona d'acciaio corona d'Italia dumas elfi empowerment ernst junger esule fantasy fantasy italiano fantasy mediterraneo fantasy storico gladiatores gladiatori hema historical european martial arts impero impero romano i tre moschettieri julien gracq letteratura di genere low fantasy Marco Rubboli mercenario moschettieri nobile in esilio Per la Corona d'Acciaio pretoriani neri romani salad'arme achille marozzo scherma storica shieldmaiden torneo medievale tre moschettieri vichinghi vikings watson edizioni

Freya Post slider

  • GLI ULTIMI EROI DELL’ARENA

  • Battaglia navale a Petiport

  • Estratto 1

  • Estratto 2

  • Estratto 3

  • Estratto 4

Socialize with me

FOLLOW ME ON INSTAGRAM

Please enter an Access Token on the Instagram Feed plugin Settings page.

FacebookInstagram
© 2018 copyright. All rights reserved. Abbiamo fatto il possibile per reperire i proprietario dei diritti. Restiamo a disposizione per eventuali adempimenti d'uso