Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio
Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio

Freya di Snorrisheim

aprile 8, 2020 by Marco Rubboli Nessun commento

Freya è una guerriera nordica, la Principessa di un piccolissimo regno dei Popoli del Mare costituito – come è costume da quelle parti – da un solo grande villaggio fortificato e dalle gelide terre circostanti. Orgogliosa e testarda quanto abile nel maneggiare le armi, è solita seguire il padre nelle sue razzie lungo le coste dell’Impero Dosthan e dell’Isola delle Brine. Bionda e con gli occhi azzurri come è tipico della sua stirpe, ha un corpo forgiato dal mare e dall’acciaio. Gli angoli degli occhi segnati da qualche ruga precoce causata dal vento e dal sale danno all’espressione del suo viso, altrimenti perfetto, una sfumatura crudele. I nostri lettori hanno fatto la sua conoscenza proprio alla fine di “Per la Corona d’acciaio”, nel momento in cui uno scontro disastroso ha cambiato per sempre la sua vita. Nel resto della saga avrà un ruolo di primo piano.

Share:
Reading time: 1 min

FREYA – PRESAGI DI SVENTURA

novembre 13, 2023 by Marco Rubboli Nessun commento

di

Caterina Franciosi

Freya sollevò il capo, sfidando la brezza fredda che conosceva fin troppo bene, e sorrise. Si avvicinò al parapetto della nave-drago e serrò le mani attorno al legno, vecchio ma ancora fermo e robusto.

Era a casa.

Riconobbe ogni angolo del fiordo, con le pietre che parevano essere state intagliate dal dio Thorr in persona, e poi, più oltre, il punto di attracco e il villaggio. Si sporse appena, inspirando l’aria che già sapeva un poco di neve, e ammirò i flutti che si infrangevano contro i fianchi dell’imbarcazione.

«Impaziente di rientrare?»

Freya si voltò. Suo padre, il massiccio Re Thorstein di Snorrisheim, era dietro di lei, le braccia incrociate sul petto.

«È stato un viaggio più lungo del solito» rispose Freya, lasciando che il vento dispettoso le si infilasse sotto i baveri del mantello e giocasse con le ciocche dei suoi capelli.

«Ma anche molto più redditizio» replicò Thorstein, esplodendo in una risata soddisfatta.

Freya non poté fare a meno di annuire. Suo padre non aveva torto: grazie a quel viaggio, alle loro ultime razzie, il villaggio avrebbe potuto affrontare l’inverno senza problemi e senza preoccupazioni. Erano stati fortunati: le terre Dosthan e quelle delle Isole delle Brine si erano rivelate più ricche degli anni precedenti e loro, i figli dei Popoli del Mare, erano riusciti a stivare più di quanto avessero mai fatto in seguito a qualsiasi altra incursione.

Razziatori, li chiamavano.

Ladri e assassini erano gli appellativi più frequenti con i quali venivano riconosciuti.

Eppure nessuno eccetto loro aveva sperimentato sulla propria pelle cosa volesse dire vivere a Nord delle terre conosciute, dove le estati erano magnanime ma sempre troppo brevi rispetto ai gelidi inverni, dove la morsa del ghiaccio si stringeva impietosa ovunque e non esitava a gettare nel regno dei morti chiunque non fosse abbastanza forte da resistergli.

«Questa sera ringrazieremo gli Dei per la loro benevolenza e per essere stati al nostro fianco in ogni battaglia» continuò Thorstein vedendo che la figlia continuava a rimanere assorta nella contemplazione del fiordo. «Faremo scorrere coppe di idromele in onore di Odhinn e innalzeremo preghiere per la sua generosità, affinché abbia cura dei nostri compagni caduti.»

«Il Valhalla li avrà certamente accolti» annuì Freya.

«Senza dubbio!»

Thorstein coprì la spalla della figlia con la mano e la strinse, poi si allontanò per tornare a parlare con i suoi uomini. Tutti avevano lo stesso sguardo esultante negli occhi. Freya gioì del loro entusiasmo poiché era lo stesso che provava nel proprio cuore, unito al desiderio di rivedere i cari che erano rimasti ad attenderla al villaggio. Eppure… Freya tornò a fissare il mare che tanto amava e ben conosceva. Qualcosa si celava nel profondo del suo animo, una strana sensazione di attesa che le si era insinuata dentro non appena i fiordi di Snorrisheim avevano cominciato a prendere forma in lontananza. Non avrebbe saputo descriverla, tuttavia sentiva che non era piacevole. L’agitava, la rendeva vagamente inquieta, come se, in qualche modo, la stesse avvisando di stare pronta per l’arrivo di qualcuno o qualcosa di inaspettato. Ma lei avrebbe saputo come gestire ogni pericolo: suo padre le permetteva di maneggiare le armi fin da quando era bambina e, non appena i tempi erano stati maturi, le aveva anche concesso di seguirlo nei viaggi per mare con gli altri uomini. Nessuno aveva osato contestare il volere del Re, soprattutto dopo aver visto la giovanissima Principessa in azione sui campi di battaglia: ferro e sangue erano stati fin da subito i suoi alleati più fidati. Avevano intimorito i nemici e le avevano fatto guadagnare il rispetto incondizionato degli uomini di suo padre.

Tutti, dal primo all’ultimo, nessuno escluso.

E lei era stata consacrata al rango di skjaldmær senza esitazione alcuna.

Dunque, chiunque fosse stato così pazzo e sconsiderato da mettersi sulla sua strada avrebbe trovato la giusta punizione.

Continue reading

Share:
Reading time: 11 min

LA TRILOGIA DEL MARE INFRANTO

aprile 2, 2020 by Marco Rubboli Nessun commento

Come sanno i miei trenta lettori di solito recensisco opere di autori italiani: trovo che sia più utile indirizzare i trenta di cui sopra verso romanzi o antologie meritevoli ma che al tempo stesso non godano già di grande fama e successo di pubblico, e d’altra parte non mi sembra appropriato che il sottoscritto si metta a recensire (e quindi in un certo qual modo giudicare) i classici e i grandi autori del passato. Abercrombie però con questa trilogia che ho appena finito si merita davvero una menzione. Avevo letto “Il mezzo Re” l’anno scorso, e me lo ero proprio gustato. Il romanzo è ambientato nel Mare Infranto, una regione popolata di regni “vichinghi” che sono sorti sulle rovine di acciaio, vetro e cemento dell’antico popolo degli elfi. E’ la storia del mite principe Jarvi, secondogenito del re del Gettland che anela a una vita tranquilla come “ministrante”, ossia membro di una casta dedita alla conoscenza e a consigliare ai regnanti l’ambigua via del male minore e del bene maggiore. Jarvi infatti ha una malformazione al braccio sinistro, di dimensioni ridotte e atrofizzato, che gli proibisce una carriera da guerriero. Tuttavia il destino e macchinazioni machiavelliche di cui non è cosciente lo catapulteranno per strade del tutto diverse e molto pericolose, fra incursioni, pirati, schiavi e re guerrieri, costringendolo a cambiare e indurirsi. Non vi posso dire di più, perché i colpi di scena non mancano. Finita la lettura mi ero precipitato ad acquistare gli altri due volumi: “Il mezzo mondo” e “La mezza guerra”, i quali tuttavia mi sono subito stati requisiti dai figli, che nel frattempo avevano letto il primo romanzo. Nel frattempo, come succede, la fila degli altri libri da leggere era cresciuta. Ho ripreso la trilogia in questi giorni e me la sono tracannata furiosamente. Un aspetto veramente interessante, che mi ha colpito, è che ogni volume è scritto dal punto di vista di uno o più personaggi diversi dal protagonista del precedente: nel secondo seguiamo l’aspirante guerriera Thorn Bathu, incline a cacciarsi nei peggiori guai possibili, e il suo ingenuo avversario/amico Brand, salvati entrambi da morte certa proprio per opera di Jarvi, che li trascinerà fino ai confini del mondo. Nel terzo invece il punto di vista principale è quello della principessa adolescente Skara, signora di un regno devastato e occupato dal nemico, e di Raith, un giovane assassino albino del popolo Vanster, potente ma infido alleato di Skara e del Gettland. Ogni volta i protagonisti dei romanzi precedenti sono ben presenti, ma vengono visti dai nuovi personaggi in una luce di spietata venerabilità per la gloria delle imprese passate: essi ne percepiscono – dall’esterno – i lati più minacciosi e feroci, non sono consapevoli dell’umanità di quelli che considerano possenti e feroci eroi, e di come anche loro si sono trovati in precedenza (e continuano anche ora a trovarsi) a subire i loro stessi dubbi e patemi.
Se nei primi due romanzi l’aspetto del viaggio di formazione modello Odissea prevale su quello bellico, nel terzo (come annunciato dal nome del libro) tutti i nodi vengono al pettine e il Mare Infranto brucia nel più grande conflitto dai tempi della caduta dei misteriosi ed estinti elfi, il cui “segreto”, intuito da tempo, verrà del tutto svelato.
Non posso chiudere senza segnalare l’analisi profonda e spietata della psiche umana, delle dinamiche sociali e soprattutto del potere che si trova in questa trilogia, temi sui quali provo una profonda comunanza con quanto espresso dall’autore, e che cerco di affrontare anche nei miei scritti. Un’altra somiglianza è che anche qui il lettore non troverà traccia di magia, mostri e simili: ci sono solo uomini e donne a confronto con situazioni estreme e con le bestie più pericolose di tutte: i loro simili.
Vi si trovano, su questi temi, parecchi aforismi e perle di spietata saggezza dei popoli del Mare Infranto che da soli varrebbero a consigliare la lettura. Ve ne voglio proporre qui solo alcuni fra i tanti:
“Lasciamo che Padre Pace versi lacrime sui metodi. Madre Guerra sorride dei risultati.”
“Il mondo è pieno di mostri. Forse la cosa migliore che possiamo sperare è avere quello più terribile dalla nostra parte.”
“Il segreto per mantenere l’autorità è dare solo gli ordini che sai verranno obbediti.”
“Una buona spada si sguaina di rado.”
“La fiducia è come il vetro. Gran bella cosa, ma solo uno sciocco vi appoggia un fardello pesante.”
“L’uomo che trova da combattere ovunque molto presto si ritroverà con un combattimento di troppo.”
Chiudiamo con una nota di ottimismo, merce rara nel Mare Infranto:
“Offri agli uomini l’occasione per essere migliori, e la maggior parte di loro vorrà coglierla.”, e “Non si cambia il giorno di ieri. Puoi solo cercare di fare meglio domani”.
Perché tutto sommato in fondo la vita umana non è altro che “Da nulla a nulla. Ma quale viaggio, dall’uno all’altro!”

Share:
Reading time: 4 min

Popular Posts

PER LA CORONA D’ACCIAIO: NUOVA EDIZIONE CON NOCTURNA GDS

agosto 26, 2024

La mappa di Gallesse: il Regno del Pane

luglio 19, 2026

La mappa di Gallesse: il Regno del Vino

CONTRO DUE IMPERI – PER LA CORONA D’ACCIAIO II

agosto 26, 2024

Categorie

  • Articoli
  • Casate
  • Estratti
  • Eventi Storici
  • Illustrazioni
  • Luoghi
  • Mappe
  • Personaggi
  • Racconti

Search

Recent Posts

La mappa di Gallesse: il Regno del Vino

luglio 19, 2026

La mappa di Gallesse: il Regno del Pane

PER LA CORONA D’ACCIAIO: NUOVA EDIZIONE CON NOCTURNA GDS

agosto 26, 2024

CONTRO DUE IMPERI – PER LA CORONA D’ACCIAIO II

Like Us On Facebook

Tag Cloud

#tolkien alessandro dumas alexandre dumas arturo pérez reverte avventura classica barbari Caterina Franciosi compagnie di ventura condottiero corona d'acciaio corona d'Italia dumas elfi empowerment ernst junger esule fantasy fantasy italiano fantasy mediterraneo fantasy storico gladiatores gladiatori hema historical european martial arts impero impero romano i tre moschettieri julien gracq letteratura di genere low fantasy Marco Rubboli mercenario moschettieri nobile in esilio Per la Corona d'Acciaio pretoriani neri romani salad'arme achille marozzo scherma storica shieldmaiden torneo medievale tre moschettieri vichinghi vikings watson edizioni

Freya Post slider

  • GLI ULTIMI EROI DELL’ARENA

  • Battaglia navale a Petiport

  • Estratto 1

  • Estratto 2

  • Estratto 3

  • Estratto 4

Socialize with me

FOLLOW ME ON INSTAGRAM

Please enter an Access Token on the Instagram Feed plugin Settings page.

FacebookInstagram
© 2018 copyright. All rights reserved. Abbiamo fatto il possibile per reperire i proprietario dei diritti. Restiamo a disposizione per eventuali adempimenti d'uso