Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio
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Casa Castroforte

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

 

 

Araldica: orso rosso passante in campo oro (realizzata da Lara Gramigni).

Potente Feudo Maliano in buona parte collinare da cui proviene gran parte del ferro e dell’acciaio che poi viene lavorato ad Alesia.
Vi si trovano però anche magli azionati dai ruscelli della zona, che lavorano direttamente parte del metallo estratto.
Il castello di Castroforte, molto antico e di dimensioni ragguardevoli, sorge su una collina più alta di quelle circostanti, sulla prima linea dei rilievi che preannunciano le Montagne Bianche, e domina direttamente sulla parte pianeggiante del Ducato.
Guardando verso Nord dal castello, infatti, è possibile vedere un ampio arco di montagne, le cime di alcune delle quali sono innevate anche in estate.
La magione dei Castroforte è nota per la grande biblioteca che ospita, ben fornita soprattutto di antiche pergamene di epoca Mitoien.
I Castroforte hanno sempre conservato e incrementato la biblioteca, curandone la manutenzione, finanziandone lo studio e acquistando volumi antichi e moderni per arricchirla.

 

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Casa Verdefiume

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Araldica: drago verde rampante dalla coda arrotolata in campo bianco (realizzata da Lara Gramigni).

E’ un Feudo della Grande Pianura di Malia, i cui centri principali compresa la Cittadella Ducale fortificata sorgono sulle rive del fiume omonimo. Il fiume, che sbocca nel lago di Alesia, è anche la più importante via commerciale. Il Ducato produce, fra l’altro, l’Amaretto di Verdefiume, un liquore ambrato dolce ma non troppo, e forte.

 

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Casa Campofiorito

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Araldica: rosa rossa fogliata e gambata di verde, in campo bianco (realizzata da Lara Gramigni).

Gran parte del Feudo è una pianura ricca e ubertosa, uno dei terreni migliori e più fertili della Grande Pianura di Malia, con una produzione da fare invidia a tutti gli altri Ducati.
Diversa è la fascia di territorio ad Ovest e quello a Sud, che diventano poco a poco collinari e quasi montuose, verso il confine rispettivamente con le Colline Occidentali e con l’Altopiano Centrale.
La cittadella si erge invece al centro della zona pianeggiante. Il castello è davvero imponente e molto decorato, con l’onnipresente blasone della rosa scolpito ovunque.
Le mura di cinta e il castello intero sono in pietra chiara fatta venire dalle zone montagnose, mentre le case del borgo sono costruite in mattoni.

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Casa Ampioporto

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica: tridente bianco in campo azzurro (realizzata da Lara Gramigni).

 

Ducato indipendente (non riconosce la sovranità degli Alesiadi, che invece ha combattuto accanitamente durante ognuna delle ultime guerre civili).

Città marinara per eccellenza, che sorge su un grande e bellissimo porto naturale sulla costa Ovest delle Terre Meridionali di Malia, chiuso a Nord e a Sud da aspri promontori.

Pur non avendo stato di Città ma di cittadella Ducale della Casata omonima, potrebbe essere annoverata fra i più importanti centri urbani di Malia, contando molto più di centomila anime.

Il castello del Duca sorge proprio davanti al porto, sul mare, mentre altre rocche sorvegliano la città dai promontori che la racchiudono, e un’alta cinta muraria la difende dal lato della terraferma.

Vi era una prima cinta, che racchiudeva una città più piccola, ma è stata fatta abbattere perché così com’era avrebbe troppo impedito il passaggio tra i vecchi e i nuovi quartieri, e ristrutturarla in profondità sarebbe stato estremamente oneroso.

Invece gli avi del Duca attuale fecero sapere che chiunque poteva usarne le pietre a suo piacimento per edificare altri edifici, e in breve tempo non restò più traccia delle antiche mura. Dal porto alle nuove mura si dirama un dedalo inestricabile di vicoli e viuzze, palazzi nobiliari, negozi, taverne e umili case bianche, ammassati gli uni sulle altre senza alcun criterio logico.
Vi risiede la grande Casa mercantile dei Degli Esposti.

La Casata di Ampioporto fu la prima a Malia ad ingaggiare la Compagnia Maravoy, utilizzandola nella lunga ma vittoriosa guerra civile contro Re Tiberio IV Alesiade.

 

Baronia di Grottanera

Nel territorio del Ducato sorge il borgo di Grottanera, un villaggio fortificato di pescatori che sorge sopra una rupe.

Poco distante vi è la grotta ove dimora la Sibilla coi suoi servi e sacerdoti.

L’entrata della Grotta dalla parte del mare è davanti ai famosi scogli chiamati i Faraglioni del Sole e dedicati al dio Apollo, lo stesso in nome del quale la sacerdotessa profetizza.

Tutti sono convinti che questo sia l’unico accesso, ma in realtà vi è anche una lunga e oscura scala di pietra che risale all’interno della collina posta sopra la grotta, fino a sbucare nei pressi della cima del colle sovrastante.

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Casa Altarocca

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica: aquila maliana rossa a volo spiegato incoronata in campo oro (realizzata da Lara Gramigni).

 

Casata cadetta degli Alesiadi, succeduta agli sconfitti Altarocca originari.
In origine avevano aquila azzurra a volo abbassato in campo oro (blasone degli Alesiadi invertito), poi a partire dalla rivolta avevano ripreso i colori degli Altarocca originari.

Il Feudo di gran lunga più grande, importante e potente della regione dell’Altopiano Centrale, terra d’origine della prima dinastia reale Maliana dopo la caduta dell’Impero Mitoien. Da molto tempo è indipendente e non riconosce l’autorità della Casa Reale.
La rocca Ducale, costruita in pietre megalitiche con mura altissime originariamente senza merlatura, è immensa, essendo stata adibita in passato ad ospitare l’esercito regio permanente degli Altarocca, reclutato in tutto il paese.
Oggi questa struttura imponente in pietra grigia guarnita di torrioni squadrati è semideserta, non bastando le pur possenti forze Ducali ad abitarla e presidiarla.
Per questo anche la popolazione civile locale invece che aver costruito un borghetto fuori dal castello come è in uso altrove, viene interamente ospitata all’interno dei vasti e disponibili quartieri del castello.

 

“Arrivarono da Nord-Est, risalendo un ripido sentiero fatto di ciottoli e di aspra polvere bianca.
Il sole tramontava rosso ed enorme dietro le torri antichissime, e dalle mura megalitiche li accolse il suono di numerosi corni da caccia. … La cittadella incoronata da innumerevoli torri squadrate si ergeva sulla cima di un’alta e ripida collina, le mura color grigio chiaro sembravano nascere tra le rocce del colle come una ripida scogliera tra i flutti. Appropinquandosi si avvidero che le pietre che le formavano erano immense, più alte di un uomo e più larghe della lunghezza di un cavallo, e Vindice si chiese come avessero fatto a spostarle. Si notava che le mura erano nate senza merlatura e questa, stranamente, era stata aggiunta in seguito, né c’erano fossati o terrapieni a trattenere un possibile nemico. Ma la cosa più sorprendente era l’altezza della costruzione, forse cento braccia, e ancora di più le grosse torri. Tanto alte erano quelle mura possenti che continuare a fissarle col viso in alto mentre ci si avvicinava finiva col dare le vertigini. Diversamente da altre cittadelle e castelli della zona, non c’erano casette e baracche di contadini e di artigiani ad assieparsi attorno ad Altarocca, ma solo spogli pascoli circondavano le fortificazioni. Le immense porte di legno ruotarono cigolando sui loro cardini, spalancandosi davanti al loro signore. Entrarono, e li circondò festante uno stuolo di guerrieri in usberghi di maglia di ferro, villici, donne e bambini. Gli uomini di Turno aprirono la strada davanti all’armata, spingendo indietro la piccola folla, e riuscirono a proseguire, lentamente. La cinta di mura era triplice, composta di massi enormi uniti senza calce, ed era negli spazi vuoti tra una cerchia e l’altra, non all’esterno, che aveva preso vita un borgo vivace e chiassoso. Gli abitanti erano per la maggior parte pastori o contadini che coltivavano le terre ai piedi della rocca, ma c’erano anche parecchi artigiani di ogni tipo. All’interno della terza cerchia c’era la zona militare e amministrativa, il palazzo di Turno e i magazzini. La costruzione era enorme, e solo una piccola parte era utilizzata, attualmente. Quella rocca era stata la capitale del Regno, in fondo. C’era una vastissima piazza d’armi, e una quantità di edifici che al momento erano vuoti e non servivano a niente: dormitori, refettori, cucine, sale d’armi. Grandi scuderie deserte. … Entrarono a palazzo per la porta principale, battendo i piedi sulla soglia per liberare il più possibile le suole degli stivali dal fango. L’ingresso era ciclopico e spoglio, con un soffitto altissimo, a cupola, e le pareti di pietra a vista a cui erano affisse panoplie di armi strappate a chissà quali antichi nemici. In particolare spiccava uno scudo enorme sormontato da un elaborato elmo, dal grande piumaggio ormai vecchio e logoro. Da lì furono introdotti nella sala da pranzo. Anch’essa era di proporzioni sconcertanti, con un lunghissimo e massiccio tavolo di legno rettangolare al centro. Avrebbero potuto sedervi forse cento persone, e per l’occasione era riempito per circa metà. In fondo alla sala una montagna di legna ardeva dentro un camino largo quasi quanto la stanza, una decina di passi almeno, fatto di grandi pietre grigie squadrate, mentre finestre dalle vetrate d’alabastro purissimo davano sull’oscurità che era calata all’esterno.”

 

Famiglia Ducale:

Duca Turno.
Uomo dalla figura muscolosa, i franchi occhi castani, i capelli di un biondo scuro tagliati cortissimi, 30 anni.

“Invece il biondo e alto Turno pareva tranquillo e fiducioso. Non era usuale trovare capelli biondi tra le genti dell’Altopiano Centrale di Malia, ma il Duca di Altarocca non era affatto parente del mitico primo Re Aiace d’Altarocca, bensì degli Alesiadi. Infatti, secoli prima, la famiglia vincitrice aveva sterminato completamente la dinastia sconfitta, e aveva passato il feudo e il nome stesso di Altarocca ad un proprio ramo cadetto. Turno aveva solo una lontana parentela con l’estinta casa dei primi Re di Malia. … La figura muscolosa di Turno, i franchi occhi castani, i capelli di un biondo scuro tagliati cortissimi, i suoi modi pieni di dignità e di una tranquilla sicurezza rivelavano un tipico nobile di quella terra arretrata e misteriosa che era l’Altopiano Centrale di Malia, un uomo abituato ad esercitare un’autorità indiscussa e patriarcale sui suoi sudditi e a trattare con un rude rispetto i suoi pari.
Aveva una sua intelligenza solida e taciturna, ma mancava totalmente dell’astuzia propria di chi deve sopravvivere a corte. Non aveva mai avuto bisogno di mentire, e probabilmente si era concesso il lusso di non farlo mai.”

Duchessa Laura d’Altarocca.
Figlia del Duca Costante di Fontanaferrosa e sorella dell’Erede di quel Feudo, Ardito. E’ una bella donna, molto devota al marito che ha dovuto combattere per averla. La Duchessa ha una lunga chioma liscia castana, un viso sottile e delicato dalla carnagione dorata ed occhi scuri e profondi, corporatura minuta ma di proporzioni perfette.

 

Duca Turno d’Altarocca

 

Duchessa Laura d’Altarocca, già Duchessina di Fontanaferrosa

 

 

 

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Casa Montebrumoso

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica: pegaso nero rampante in campo bianco (realizzata da Lara Gramigni).

Il Ducato più potente della regione delle Colline Brumose dopo Vignanera, costituito da colline e rilievi più alti e più aspri di quelli circostanti.
In particolare il castello Ducale sorge su una vera e propria montagna sita in mezzo a questa zona, isolata dalla lunga catena delle Montagne Bianche ma quasi una loro estrema propaggine che sbuchi a una certa distanza circondata da poggi minori.
Nelle sue terre più basse si produce il nobile e forte vino rosso di Montebrumoso.

“La via per Montebrumoso si apriva su un vasto prato che tagliava in due una fitta foresta. Il bosco però naturalmente non giungeva fino alle mura, poiché permettere una cosa simile sarebbe stata un’imprudenza. Si fermava prima, lasciando lo spazio di un tiro di trabucco fra gli ultimi alberi e le prime fortificazioni. La prima cinta racchiudeva l’intero monte ma il borgo era cresciuto ancora su un solo versante, circondato da una seconda muraglia. In alto, poi, uno snello castello grigio svettava sopra l’abitato con i suoi tetti di cotto. Se ne stava abbarbicato sulla sommità tondeggiante e spoglia della montagna, come la corona sulla testa calva di un vecchio Re.”

Famiglia Ducale:

Duca Andrea.
Taciturno ma intelligente e cauto, piuttosto basso ma agile, con lunghi capelli neri e occhi grigi, viso magro. Porta un’armatura di un cupo color grigio ferro.

“Andrea di Montebrumoso invece, un guerriero prudente e accorto ma non meno valente, era il meno alto dei tre, sulla trentina e forse qualche anno in più. Lunghi capelli neri incorniciavano un viso magro sempre ben rasato e due ferrigni occhi grigi” “E infine, dopo un minuto, Andrea di Montebrumoso, in una cupa armatura color grigio ferro come i suoi occhi inquietanti.”

Duchessa Griselda
Una popolana, figlia di un ricco mercante di vino, sposata dal Duca Andrea per amore.
Bella, umile e gentile, con occhi e capelli castani, la Duchessa ha sopito le invidie, fatto vergognare gli altezzosi con il suo sorriso e il suo imperturbabile buon animo e conquistato il cuore di tutti.
Il suo unico cruccio è che i suoi figli possano trovare difficoltà a essere accettati come Signori da alcuni vecchi Baroni del Feudo.

Acuto
Figlio maggiore ed Erede. Ha undici anni. Castano come la madre, ma con gli occhi grigi del padre.

Alice
Unica figlia. Ha nove anni. Bruna con occhi scuri.

Admeto
Ha solo sei anni, l’ultimo nato. Capelli scuri e occhi grigi come suo padre.

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