Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio
Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio

Antonio di Biancoscoglio

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Erede del Ducato di Biancoscoglio e figlio del Duca Solare , amico di Campione di Cinquecolli. Estremamente alto e muscoloso, con un perenne sguardo crudele negli occhi e lunghi boccoli bruni cosparsi di olio profumato, ha un carattere imperioso e violento.

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Regina Madre Venerata Alesiade

maggio 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Moglie del defunto Re Costante VI della Casa Alesiade che sposò nonostante fosse sua cugina e membro della stessa Casata (quasi uno scandalo, ai tempi) e madre dell’attuale sovrano Tiberio IV. Estremamente vecchia, maligna e astuta, è disposta a tutto pur di conservare il potere e far proseguire la Dinastia Alesiade. Un tempo una donna di grande bellezza e crudeltà. Oggi della bellezza rimane a stento il ricordo. Quanto alla crudeltà…

 

 

 

Araldica della Casa Alesiade e del Regno di Malia, di Lara Gramigni

 

 

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Ghiaccio di Gransequoia

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Signore del Feudo e della Casa di Gransequoia, sulle Montagne Bianche. Il Duca Ghiaccio è il padre di Traiano, Ariete e Rugiada, rimasto vedovo alla nascita di quest’ultima. Capelli e barba bianca, occhi azzurri, varie cicatrici in faccia. Valoroso e abile comandante, eroe della guerra civile Maliana del 3039-3040 e dell’ultima guerra civile Maliana.

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Traiano di Gransequoia

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

 

Figlio maggiore ed Erede del Duca Ghiaccio, fratello maggiore di Ariete e Rugiada, dovrà un giorno farsi carico della Casa di Gransequoia.

Biondo, capelli e barba corti, è decisamente bello, con lineamenti regolari e perfetti. Ha partecipato all’ultima guerra civile Maliana al seguito del padre, facendosi onore. Non è considerato all’altezza del fratello minore Ariete come combattente, ma ha dimostrato invece buone doti di comando.

 

 

 

 

Araldica di Gransequoia, di Lara Gramigni

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Ariete di Gransequoia

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Figlio del Duca Ghiaccio, fratello dell’Erede Traiano e di Rugiada. Biondo, capelli lunghi scarmigliati, alto e muscoloso, uno dei migliori cavalieri di Malia.

“Un uomo giovane, dalla lunga chioma bionda, che indossava un usbergo di cotta di maglia di ferro brunita e brandiva un’enorme spada a due mani. Era Ariete, Ariete di Gransequoia, forse il più valoroso tra i nobili di Malia, l’unico che in torneo era considerato capace di combattere alla pari con Campione di Cinquecolli. Due volte si erano scontrati direttamente, in lizza con la lancia a cavallo e poi a piedi con spada e scudo, e la vittoria aveva arriso la prima volta a Campione e la seconda ad Ariete. In entrambi i tornei quello dei due che era riuscito ad abbattere l’altro non aveva più avuto rivali e aveva trionfato su tutti.”

 

Araldica di Gransequoia, di Lara Gramigni

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Rugiada di Gransequoia

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

La più giovane del ramo principale della Casa di Gransequoia, Rugiada è figlia del Duca Ghiaccio, sorella minore di Traiano e Ariete, bionda, occhi chiari, esile, 15 anni.

“Rugiada… Era poco più che una bambina, nell’età in cui le ragazze colgono fiori e s’innamorano in modo vago e innocente. … Aveva una lunga treccia bionda e grandi occhi d’acquamarina.”

 

 

 

 

Araldica di Gransequoia, di Lara Gramigni

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Freya di Snorrisheim

aprile 8, 2020 by Marco Rubboli Nessun commento

Freya è una guerriera nordica, la Principessa di un piccolissimo regno dei Popoli del Mare costituito – come è costume da quelle parti – da un solo grande villaggio fortificato e dalle gelide terre circostanti. Orgogliosa e testarda quanto abile nel maneggiare le armi, è solita seguire il padre nelle sue razzie lungo le coste dell’Impero Dosthan e dell’Isola delle Brine. Bionda e con gli occhi azzurri come è tipico della sua stirpe, ha un corpo forgiato dal mare e dall’acciaio. Gli angoli degli occhi segnati da qualche ruga precoce causata dal vento e dal sale danno all’espressione del suo viso, altrimenti perfetto, una sfumatura crudele. I nostri lettori hanno fatto la sua conoscenza proprio alla fine di “Per la Corona d’acciaio”, nel momento in cui uno scontro disastroso ha cambiato per sempre la sua vita. Nel resto della saga avrà un ruolo di primo piano.

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Guglielmo Caronte

marzo 31, 2020 by Marco Rubboli Nessun commento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo bravaccio quarantenne fedele alla Casa Tagliaferro, di mente sveglia e arguta, è un esperto avvelenatore. Conoscitore di ogni sorta di intrugli velenosi dagli effetti più diversi (tra cui quelli che usa l’assassina Luce Selenides per i suoi dardi, da quelli soporiferi o paralizzanti fino ai più letali), è anche un abile arciere. Infine, è un raffinato conoscitore di vini e di gastronomia, forse l’altra faccia della medaglia della sua conoscenza di pozioni tossiche di ogni tipo. Non esagera mai col bere, al contrario è sempre molto attento a centellinare e degustare quantità di alcolici decisamente ridotte. Il suo comportamento guardingo nei confronti delle amate bevande si spiega con una fase della sua vita nella quale, a causa di una tragedia che lo aveva distrutto, si era ritrovato ridotto a un barbone alcolizzato. Fu il vecchio Astore Tagliaferro a salvarlo a viva forza da quella caduta rovinosa, e da allora la sua devozione per la famiglia Tagliaferro è diventata d’acciaio. Fisicamente è un tipo smilzo, con capelli ormai radi e una barbetta a pizzo color pel di carota.

 

 

 

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Diomede Salinari

settembre 16, 2019 by Marco Rubboli Nessun commento

Bravo al soldo dei Tagliaferro, questo rude amico d’infanzia di Luce Selenides è uno schermitore provetto, esperto anche nell’arte del pugilato (anche lui viene dalla scuola di Aiace Bellavalle). Di famiglia non indigente ma cresciuto nei vicoli del porto di Alesia fra le peggiori compagnie, è cugino dell’assassino professionista e maestro d’armi Astolfo Salinari, della Compagnia Maravoy. Diomede è alto e atletico, con lunghi capelli neri e occhi grigi. In “Per la Corona d’Acciaio” è solo una comparsa (accompagna Erinne Selenides per le vie di Alesia in una giornata particolarmente pericolosa, e Luce lo nomina un paio di volte). Invece ha un ruolo importante in “Contro Due Imperi”, perché sarà la guardia del corpo di Rinaldo Tagliaferro nel suo lungo viaggio.

“Ceffi come Diomede Salinari: un trentenne alto e atletico con lunghi capelli corvini e gelidi occhi grigi, il viso sempre ben sbarbato. Assomigliava un poco a suo cugino Astolfo, il maestro d’armi e sicario che Rinaldo aveva fatto assumere a Vindice nella Compagnia Maravoy. Ma era più alto, muscoloso e ben piazzato. Anche Diomede era un assassino di professione e schermitore provetto, seppure non avesse approfondito abbastanza l’arte delle armi da fregiarsi del titolo di Maestro come suo cugino. In compenso aveva appreso perfettamente l’arte del pugilato nella migliore palestra di Alesia, sotto la rude sferza di quell’Aiace Bellavalle…”

“«Non avere paura. Non ti verrà fatto alcun male. Non più, non finché starai con noi.» Aveva parlato nel suo stentato linguaggio Dosthan, addolcito dal forte accento Maliano. Diomede, alto, atletico e con gli occhi e i lunghi capelli scuri, sulle labbra sonorità Maliane estranee alla lingua Dosthan, doveva sembrarle qualcosa di molto esotico. Lo spadaccino di Alesia vestiva tutto di nero, come faceva spesso, e anche ciò era insolito se confrontato all’abbigliamento multicolore dei Dosthan. Nere erano le calze a brache, neri gli stivali alti fino al ginocchio, nera la giubba. Solo la camicia era bianca. Il cinturone, il fodero della spada e della daga, il cappello a tesa larga e senza piume… nero, nero, nero.”

Bozzetto di E.R.

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Giorgio e Silvano Bovari

settembre 12, 2023 by Marco Rubboli Nessun commento

Due bravi della compagnia di Rinaldo Tagliaferro nell’Impero Dosthan sono i fratelli Bovari, nati e cresciuti nei peggiori bassifondi di Alesia: Giorgio e Silvano Bovari, amici sia di Astolfo e Diomede Salinari che di Luce Selenides. Nonostante non siano gemelli c’è ben poca differenza d’età fra i due, e il loro aspetto è davvero molto simile.

Esperti e letali combattenti di pugnale, Giorgio e Silvano spesso sfruttano la somiglianza fra di loro, adottando sempre lo stesso taglio di barba e capelli: se da giovani (al tempo di una loro avventura oggetto di un racconto) erano entrambi sbarbati e con una lunga chioma, ora portano i capelli corti e la barba.

Oltre che farsi rispettare da chicchessia a colpi di daga,  compreso il Maestro di scherma Astolfo Salinari dalla proverbiale abilità con ogni tipo di arma, i fratelli Bovari sono temibili con la balestra.

“Giorgio… Sapeva come eseguire schivate fulminee, passi meditati, scatti, finte, inviti,
provocazioni, colpi subdoli e difficili da evitare. Insieme a Silvano, aveva
imparato a combattere nei vicoli del porto di Alesia quand’erano ragazzi,
facendo entrambi onore a quella sorta di arte popolaresca fatta di sporchi
trucchi da strada, di assassinio alle spalle e simili amenità nelle quali i ragazzi
del loro gruppo e di gruppi rivali si esercitavano a sorprendersi a vicenda. Poi,
più tardi, grazie al loro amico Astolfo Salinari e a suo cugino Diomede, più
benestanti e un po’ più grandi di loro, si erano perfezionati anche negli
insegnamenti dell’alta scuola di scherma di Alesia, in cui l’uso del pugnale
rappresentava una disciplina importante, tenuta in gran considerazione.
Con la spada non c’era verso di contrastare Astolfo o Diomede, ma con le
armi corte i due fratelli se la giocavano alla pari.”

Illustrazioni di E.R.

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