Impero Dosthan

Araldica: aquila Dosthan oro in campo nero

Capitale: Altengaard

Eredi delle orde barbariche che annientarono l’antico Impero Mitoien, i Dosthan possiedono oggi il più grande Impero del Continente Settentrionale. Diviso in Province, che corrispondono agli antichi Principati tribali. Oltre alle terre del popolo Dosthan comprende quello che era l’antico Regno di Gallesse e la Nuova Provincia (una terra un tempo Dosthan, poi conquistata da Gallesse e infine tornata sotto il dominio Dosthan), conquistate con la nascita dell’Impero, di cultura mista) e diverse Province Orientali strappate in diverse epoche a tribù barbare dell’Est.
Le Province, governate da Principi, sono a loro volta suddivise in Contee, e queste in Baronie.
L’Imperatore viene eletto a vita fra i Principi.

 

“Il sistema di governo Imperiale non era poi così diverso da quello Maliano anche se, avendo a suo tempo scimmiottato i Gallessani, i Dosthan avevano Conti al posto dei Duchi: ogni Feudo faceva capo a un Conte, cui obbedivano diversi Baroni, responsabili dei castelli e dei borghi circostanti.
Il Conte era assistito da un Consiglio di Guerra, di cui facevano parte i Baroni, e da un Consiglio di Pace, allargato ai sacerdoti e alle numerose gilde di mercanti e artigiani.
Al di sopra del Conte c’era il Principe…, e ancora più su c’era l’Imperatore, eletto a vita dai vari Principi delle Provincie.
Questo R. lo sapeva già, ma addentrarsi nel labirinto delle varie faide, alleanze e inimicizie che univano o dividevano le varie famiglie nobili e i loro diversi rami non era altrettanto semplice.
La grande politica dell’Impero sembrava esaurirsi in questo: il popolo non aveva voce in capitolo, e le gilde dei mercanti non avevano un vero potere.
Diverso era, in parte, per il clero: i sacerdoti erano riveriti e avevano, credeva ormai di intuire R., un ruolo importante.
Avevano molto seguito ed erano visti come una sorta di guardiani delle vere e autentiche tradizioni del “volk”, il popolo Dosthan.
R. ricordava dai suoi studi che era stato proprio un sacerdote, un tale Uthor detto “il Maglio degli Dei”, a iniziare le rivolte dei Dosthan contro la Federazione Mitoien, più di mille anni prima.
Gli Dei dei Dosthan erano diversi da quelli del Sud, e difficilmente si potevano identificare con essi, come veniva invece naturale tra gli Dei Maliani e quelli Isolani.
Il divino sovrano non era Giove, o un suo simile come lo Zeus Isolano, ma l’orbo e bellicoso Odhinn, dio della Magia ma anche del Furore, molto diverso dal buon Mercurio.
E questo già diceva molto.
Tra le divinità più popolari c’erano poi i suoi figli Thorr, dio del fulmine e della tempesta, un grosso attaccabrighe barbuto pel di carota, uso ad ammazzar giganti a martellate, e il biondo Baldr, Signore della Luce.
E le Valkirie, bionde guerriere che portavano presso le aule degli Dei i guerrieri caduti in battaglia.”

 

Zona Ovest dell’Impero. Mappa di Matilde Viggiani

Truppe:

– Guardia Personale dell’Imperatore: guerrieri di grande altezza in armatura di piastre nera che portano spade e pesanti targoni dipinti con l’aquila nera Dosthan in campo oro.
– ImperialSchuetzen, i “cacciatori imperiali”: vestiti di varie tonalità di verde, armati di archi, frecce e spade corte, sempre privi di armatura per muoversi più agilmente e silenziosamente, con alte piume sui cappelli,
– Alabardieri Imperiali
– Balestrieri Imperiali
– Palvesari Imperiali: i palvesari trasportano enormi scudi (palvesi) dietro cui prendono posto i balestrieri per tirare durante gli assedi. Per loro difesa dispongono di “messer”, spade con lame corte e curve, e brocchieri.
– Cavalieri: portano un’armatura rigorosamente brunita, secondo la regola Dosthan. L’armatura dorata è riservata all’Imperatore.
– Messi Postali dell’Impero: lunga cappa grigia di lana infeltrita e un cappello a triangolo con una lunga piuma di fagiano.
– Ombre Imperiali: assassini di élite, impiegati per missioni segrete ed eliminazioni delicate. Privi di armatura vestono interamente di nero e solitamente combattono con due spade dipinte di color oro, a significare la loro dipendenza diretta ed esclusiva dall’Imperatore in persona. Un corpo misterioso e temuto, di cui gli stessi nobili Dosthan sanno ben poco.

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