Un tempo Autarchi dell’Isola di Praxia, ora condottieri di una compagnia di ventura formata con la Falange degli opliti rimasti a loro fedeli. Non hanno un simbolo araldico, come molte famiglie Isolane anche se nobili o facoltose (sulle Isole il concetto di nobiltà è molto vago e sfumato).

“La parabola dei Kratilides era iniziata con suo nonno, di cui lui (Temistokles) portava il nome. A quei tempi Praxia era governata da un’Assemblea di un centinaio di famiglie nobili, e si andava avanti così da diverse generazioni. Ma, come accade, il tempo aveva reso quel regime pigro, corrotto e sordo ai bisogni del popolo. Lo stesso non si poteva dire per il suo avo, che al contrario aveva dimostrato il suo valore in più di una battaglia navale. La sua vittoria più gloriosa era stata la difesa del porto di Zakynthos contro la flotta di Rodota. Allo stesso tempo il nonno non tralasciava occasione di mettersi dalla parte del popolo. Denunciava i soprusi e non tollerava che nessuno dei nobili si appropriasse dei beni pubblici, come quelli invece erano soliti fare. In questo modo era riuscito in pochi anni a soppiantare il vecchio potere e a farsi nominare Autocrate dell’Isola, non senza qualche spargimento di sangue al momento del colpo di stato. Nemmeno suo padre Kostantinos aveva molti ricordi di quel tempo: allora lui stesso era un bambino piccolo. L’Isola aveva vissuto un periodo di rinnovato splendore, grazie alle accorte alleanze politiche e mercantili del vecchio Kratilides. Kostantinos, dal canto suo, aveva cercato di continuare su quella via, e con buoni risultati, almeno all’inizio. Ma poi il vento era cambiato nelle Isole più grandi vicine alla loro, con l’insorgere di nuovi regimi oligarchici. E qualcuno a Rodota, memore anche della sconfitta subita un tempo ad opera della Casa Kratilides, aveva tramato per riportare il regime oligarchico anche a Praxia. Non era stato difficile per i signori della potente Rodota portare dalla loro parte con doni e promesse le principali famiglie della piccola Praxia. Quel germe aveva, col tempo, prodotto la congiura dei nobili contro la casa regnante. Un paio di compagnie mercenarie erano giunte di nascosto, occultate nelle stive delle navi. Con l’aiuto dei mercenari i congiurati avevano occupato il porto, permettendo che attraccasse una flottiglia di rinforzo proveniente da Rodota, con un corpo di spedizione di opliti. I ribelli avevano anche uomini all’interno dell’Acropoli, i quali avevano aperto le porte alle loro forze. Nulla aveva potuto l’accanita resistenza degli opliti dei Kratilides, unita al timido appoggio del popolo.”

Principali membri della Casata
Kostantinos Kratilides. Condottiero, ex Autarca dell’Isola di Praxia. Capelli castani, occhi azzurri, viso aguzzo.
Temistokles Kratilides. Figlio di Kostantinos.

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