Dal caos di piccoli potentati locali e di continue guerre di confine e conquista, spesso la conquista di un villaggio o un colle o un mulino, in cui la penisola Maliana era sprofondata emerse una nuova potenza che si prefisse l’obiettivo di riunificare Malia sotto un solo dominio.

La dinastia di conquistatori Dosthan che andava sotto il nome di Gothan aveva la sua base di potere tradizionale fra la Grande Pianura e le propaggini dell’Altopiano Centrale. A poco a poco questa stirpe ottenne di espandersi a spese dei vicini, li sottomise e si annesse le loro terre o li ridusse al rango di vassalli, stabilì abili alleanze matrimoniali impadronendosi poi dei Feudi delle Case alleate.

In quegli anni di grande risveglio della religione Olimpica e di ritorno quasi fanatico alle virtù pre-imperiali del “mos maiorum”, il sacerdote di Eracle e predicatore Apollonio di Fontanadolce convertì moltissimi nobili di origine Dosthan che ancora conservavano il culto Asgardiano.

Harrian I, considerato il vero fondatore della dinastia Gothan, fu il più importante tra questi. Assicuratosi la fedeltà assoluta del proprio popolo grazie alla conversione e alla collaborazione intransigente con Apollonio, Harrian sconfisse nell’anno 2409 dalla Fondazione di Fortia-che-fu un’ampia coalizione rivale che si era riunita per fronteggiare il suo crescente dominio, giustiziando tutti i capi catturati e le loro famiglie e impadronendosi dei loro territori. Fra i vassalli di nobile lignaggio, risparmiò solamente chi accettò di passare al culto Olimpico sotto la guida spirituale di Apollonio. In questo modo, giunto a estendere il suo stato per quasi tutta la Grande Pianura, l’Altopiano Centrale e le Colline Occidentali, si proclamò Re dell’intera Malia.

Nessuno osò sfidare apertamente la sua pretesa.

Tuttavia le potenti città del Sud e quelle costiere si limitarono a ignorarla e la maggior parte degli altri Ducati, se pure gli resero in certi casi un omaggio formale, continuarono  a comportarsi in modo del tutto autonomo.

A dispetto delle conversioni forzate che arrivarono a estirpare da gran parte della penisola la religione tradizionale dei Dosthan, le guerre locali non cessarono affatto, e i vari potentati non si fecero nessuno scrupolo a confrontarsi con colui che teoricamente era il loro sovrano per qualunque motivo anche banale, proprio come accadeva prima.

Harrian passò la maggior parte del suo tempo a combattere per consolidare il Regno, reprimere rivolte nobiliari, scongiurare complotti, mentre per lo più solo i suoi Feudi diretti gli concedevano una certa, limitata obbedienza… salvo eventuali dissidi con i nobili locali. Alla sua morte fu costretto a passare al figlio un Regno ancora traballante e malsicuro.

Da qui il detto Maliano “Harrian porta lo scettro ma è Apollonio a trionfare”, a significare che dietro un personaggio potente si cela un qualche tipo di “eminenza grigia” che trae dalla situazione i vantaggi maggiori. Il detto rivela anche una malcelata soddisfazione del popolo per una sorta di rivalsa Maliana sui conquistatori Dosthan e i loro discendenti nobili.

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