Minacciati dalla politica aggressiva di un’ampia coalizione di Stati Isolani guidati da Attia, la maggior parte dei Regni e delle Repubbliche della penisola Maliana si riunisce per deliberare presso quella che era nel frattempo divenuta la principale città fortificata e la maggiore potenza militare della zona: Fortia. La città era allora governata da un piccolo Senato di sette Senatori eletti ognuno da una delle tribù di Patrizi che l’avevano originariamente fondata (o almeno così dicevano le leggende locali). Sotto la minaccia dell’invasione e delle colonizzazione straniera, tutti gli Stati della penisola convennero, compresi gli orgogliosi Principi della Grande Pianura, di stirpe mista e in parte simile a quella Keld o Gallessana. Alla fine dei colloqui e in seguito alla proposta dei Senatori di Fortia tutti accettarono di unirsi in un’alleanza e coalizione perpetua, che chiamarono Federazione Maliana. Il numero dei Senatori di Fortia fu decuplicato accogliendo i maggiorenti di tutte le altre potenze della Penisola che avevano accettato di entrare nella Federazione, mentre il Piccolo Senato dei sette rimase in vigore solo per la gestione delle faccende urbane di Fortia (intra moenia, all’interno delle mura).

 

Seguirono dieci anni di guerra contro la coalizione Isolana di Attia, con alterne vicende. Le avversità affrontate insieme in battaglia e durante lunghi assedi rinsaldarono l’alleanza Maliana. Si addivenì infine a un trattato di pace e di libero commercio fra le due parti che stabilì una lunga era di prosperità, con mutuo vantaggio.

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