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1286-1288: la grande ribellione Dosthan contro la Federazione Mitoien

giugno 12, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Nell’anno 1286 dalla Fondazione di Fortia il malcontento delle popolazioni Dosthan – fomentato dalla classe sacerdotale locale e galvanizzato dalla predicazione dell’inafferrabile profeta Uthor – sfociò in ribellione aperta.

Si radunò un grande esercito ribelle, a cui si unirono alcuni Principi rimasti esterni alla Federazione e parecchie Tribù libere.

Alla testa dell’esercito fu innalzato lo stesso Uthor.

La ribellione percorse dapprima le terre Dosthan appartenenti alla Federazione seminando morte e distruzione fra i coloni Mitoien come fra i mercanti e le autorità civili locali che li avevano appoggiati. Municipi, terme e e templi di divinità straniere bruciarono, intere città furono rase al suolo.

 

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Anno 1288: Caduta della Federazione Mitoien, Valerius occupa Fortia e si incorona Imperatore: nasce l’Impero Mitoien

giugno 12, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Schiacciata la ribellione dei Dosthan e coperto di gloria per aver ucciso personalmente il loro profeta Uthor, il generale Valerius addossò la colpa di quanto era successo a un Senato ozioso e corrotto, rifiutando di abbandonare la sua armata e di presentarsi a Fortia.

Marciò invece in armi contro la capitale e, sconfitto un esercito che il Senato aveva inviato a fermarlo, la occupò quasi pacificamente.

Ridotto il Senato al rango di un consesso di consiglieri senza una qualsiasi reale autorità, Valerius offrì o impose la pace alle Province che non avevano accettato il suo colpo di stato e mutò la natura di quella che fino ad allora era stata una Federazione di popoli in un Impero che sarebbe durato per molti secoli.

L’approccio di Valerius verso i fautori del Senato sconfitti fu di grande clemenza mentre verso i Dosthan l’Imperatore si mostrò duro e vendicativo. La ritrovata pace, con l’eccezione dei continui ma limitati scontri al confine con i Dosthan, portò a un lungo periodo di prosperità, in cui furono edificate grandi opere e la conoscenza avanzò a grandi passi così come tutte le arti.

Scontri di gladiatori davanti a Valerius I – Illustrazione di E.R.

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Un Impero incontrastato

gennaio 16, 2021 by Marco Rubboli Nessun commento

Dal principato di Valerius fino al XXI secolo si susseguirono quasi ottocento anni di egemonia incontrastata in cui gli Imperatori Mitoien e le dinastie che si succedettero sul trono dovettero fronteggiare solo la costante belligeranza delle tribù Dosthan e qualche incursione via mare dall’Isola delle Brine o dai nordici Popoli del Mare.

In questo periodo il pericolo maggiore per gli Imperatori erano eventuali rivali al trono, in primo luogo i loro stessi generali.

Vi furono in effetti numerose guerre civili, e sul trono si susseguirono Imperatori saggi e folli, inetti e abili, alcuni regnarono in pace altri mentre passarono la vita a guerreggiare lungo il Grossrhin o sulle Sudsalpen.

Il mondo tuttavia poté godere per molti, molti anni di una relativa pace e tranquillità, in cui le arti prosperarono e le città si dotarono tutte di acquedotti, fognature, teatri, anfiteatri, bagni e biblioteche.

L’ossessione di molti Imperatori per le difese militari e l’esercito, tuttavia, consumò parecchie risorse nella costruzione di muraglie, fortezze e porti militari anche inutili, spingendo a un aumento delle tasse, mentre la natalità a poco a poco calava sempre più.

 

 

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L’Impero Mitoien perde le terre del Continente Meridionale: la rapida ascesa dei Sarras

giugno 13, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

A partire dall’anno 2066 in poco tempo si verifica per l’Impero Mitoien una vera e propria catastrofe. Un popolo venuto dalle profondità del deserto, i Sarras, assale le città carovaniere del deserto a Sud delle Province Imperiali e se ne impossessa. Sul trono Imperiale siede allora l’imbelle giovinetto Arrianus, che rimane passivo disinteressandosi della questione. I Sarras sono guidati dal geniale sovrano Tariush che, partendo dalla condizione di esule privato della sovranità sulla sua stessa tribù, è riuscito a riunire il suo intero popolo per mezzo del sangue e della diplomazia. Ben presto i Sarras guidati da Tariush si lanciano contro l’Impero stesso, travolgendo le guarnigioni di frontiera e annientando l’esercito inviato contro di loro. Dilagano nelle fertili terre della fascia costiera e ben presto giungono al mare, conquistando o assediando i principali centri abitati.  Solo a quel punto Arrianus si decide a mettersi alla guida delle legioni e attraversa il mare.

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Anno 2137: l’Impero Mitoien conquista l’Isola delle Brine

giugno 13, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Una volta ripresosi dal trauma e dalle immediate conseguenze della perdita della ricca costa del Continente Meridionale ad opera dei Sarras del deserto e dal periodo di guerre civili che seguono quella sconfitta, l’Impero Mitoien con la nuova dinastia dell’Imperatore Severus I cerca nuove possibilità di espansione. Infatti il bilancio Imperiale senza le imposte che affluivano dalle terre meridionali scricchiola e per mantenerlo in equilibrio occorre trovare nuove fonti di reddito. Gli occhi dell’Impero si rivolgono verso la vasta Isola delle Brine situata a Nord-Ovest di Gallesse, che viene considerata una conquista facile anche se forse non molto remunerativa.

In realtà le campagne militari per la conquista dureranno più di vent’anni e si concluderanno solo nell’anno 2137 dalla Fondazione di Fortia grazie all’intervento del Principe Nembus in persona, il valente figlio dell’Imperatore stesso.

L’assogettamento dell’Isola delle Brine risulterà infatti molto difficile a causa della resistenza fiera e accanita delle tribù locali (di etnia non dissimile dai Gallessani, che però ormai da secoli erano stati assimilati alla cultura Imperiale).

Infatti i guerrieri dell’Isola delle Brine, guidati dai loro nobili e sacerdoti, rendono la vita difficile agli invasori Imperiali sia affrontandoli in battaglia (dove però hanno di solito la peggio) sia soprattutto con azioni di guerriglia. Inoltre i difensori possono fare affidamento sul clima freddo e piovoso dell’Isola, sulle tempeste e i ghiacci che la contraddistinguono e sulle vaste, profonde e oscure foreste che la ricoprono. Anche la superstizione gioca il suo ruolo, e le oscure magie di cui i sacerdoti locali si vantano di disporre. Se i legionari provenienti da Malia e dalle Isole non si lasciano intimidire da tali dicerie, quelli di altre origini sono ridotti spesso al terrore, in particolare quelli di Alba e Valbania e i Gallessani, che conservano vaghi ricordi di miti e leggende simili a quelli in cui gli abitanti locali ancora credono.

L’ultima resistenza viene stroncata quando il figlio dell’Imperatore, Nembus, guida le sue truppe ad espugnare la cittadella segreta dei sacerdoti dell’Isola, sterminandone tutti i capi riuniti in concilio.

L’Impero in seguito fonda sull’Isola delle Brine diverse colonie costiere, ne sfrutta i campi e i pascoli, diffonde la propria cultura fra le classi nobili del luogo e ottiene tributi dalle popolazioni più remote (piuttosto magri per la verità).

Tuttavia l’effetto sul bilancio Imperiale non è quello sperato, anche perché oltre allo sforzo militare necessario alla conquista e alla costruzione di città per i coloni nell’Isola delle Brine la pressione ai confini con i Dosthan non accenna ad attenuarsi e anzi al contrario richiede all’Impero sempre più uomini e mezzi.

Da questo momento in poi l’Impero Mitoien non potrà più permettersi di pianificare altre azioni di espansione e dovrà destinare tutte le sue ormai scarse risorse alla difesa di Gallesse contro i barbari, e in diverse occasioni perfino respingere attacchi rivolti verso Malia.

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Anno 2355: Wulfstan dello Zannmark unifica i Dosthan e cala sull’Impero Mitoien

giugno 19, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

In un unico anno di crudeli battaglie e duelli mortali il possente e carismatico Principe Wulfstan dello Zannmark riesce in un’impresa mai riuscita a nessuno fino a quel momento: unificare sotto la sua guida tutti i Principati e le tribù Dosthan. Radunato un esercito immenso, seguito da intere popolazioni ancora semi-nomadi, le più selvagge fra quelle di etnia Dosthan, si scaglia con furore atavico contro le frontiere Mitoien. Travolte le difese dilaga nelle terre Dosthan sottomesse all’Impero. Le “libera e purifica”, secondo quanto affermato da lui stesso: i coloni non Dosthan, i soldati e le popolazioni urbane assimilate alle cultura Mitoien vengono sterminate e solo i contadini vengono risparmiati, sempre che accettino di unirsi alle forze di Wulfstan. A quel punto invece che saccheggiare Gallesse Wulfstan punta diretto verso Malia, e verso la capitale Imperiale Fortia, che intende radere al suolo liberando i Dosthan dalla loro nemesi storica.

Quando le orde Dosthan si presentano davanti alle Montagne Bianche non resta che un’unica legione in grado di fronteggiarli, rinchiusa nell’imprendibile fortezza chiamata “Il Chiodo”, sulla direttrice principale dell’invasione lunga la vallata del Fiume Tridente. Il Chiodo resiste per molti mesi, difeso da circa cinquemila fra i migliori legionari Mitoien contro forse un milione di barbari in marcia. Resiste anche quando il nemico si affaccia anche da Sud: si tratta di truppe di Wulfstan che hanno attraversato i monti più a Est e più a Ovest.

Alla fine però anche la fortezza cede, ormai quasi priva di difensori.

I Dosthan attraversano i monti e la visione terribile dei barbari in armi si presenta davanti agli occhi attoniti degli abitanti della penisola di Malia.

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Il crollo dell’Impero Mitoien – Anno 2356 dalla Fondazione di Fortia

giugno 13, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Le orde barbariche Dosthan guidate dal Principe Wulfstan dello Zannmark dopo aver travolto le ultime difese Mitoien radunate alla fortezza chiamata “Il Chiodo” discendono la vallata del Fiume Tridente ormai indisturbate, saccheggiando, bruciando e massacrando la popolazione. La devastazione si propaga per tutta la Grande Pianura, dove la gente non è abituata a combattere e non riesce ad organizzare una difesa, mentre gran parte delle classi dirigenti Imperiali si danno alla fuga per mare verso le Isole. Molti abitanti trovano rifugio sulle Montagne Bianche, sull’isola di Alesia o nel delta paludoso del Dathus, ma molti di più trovano la morte per mano dei barbari o vengono brutalmente schiavizzati. Le città bruciano e le campagne si spopolano. Nel frattempo Wulfstan con il grosso delle sue forze si dirige direttamente verso la capitale Fortia. L’ultimo Imperatore Mitoien, il giovane Julius, raduna le poche forze rimaste fedeli e lo affronta sulle Colline Occidentali, presso Biancacava.

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Anno 2409: inizia la dinastia Gothan a Malia

giugno 25, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Dal caos di piccoli potentati locali e di continue guerre di confine e conquista, spesso la conquista di un villaggio o un colle o un mulino, in cui la penisola Maliana era sprofondata emerse una nuova potenza che si prefisse l’obiettivo di riunificare Malia sotto un solo dominio.

La dinastia di conquistatori Dosthan che andava sotto il nome di Gothan aveva la sua base di potere tradizionale fra la Grande Pianura e le propaggini dell’Altopiano Centrale. A poco a poco questa stirpe ottenne di espandersi a spese dei vicini, li sottomise e si annesse le loro terre o li ridusse al rango di vassalli, stabilì abili alleanze matrimoniali impadronendosi poi dei Feudi delle Case alleate.

In quegli anni di grande risveglio della religione Olimpica e di ritorno quasi fanatico alle virtù pre-imperiali del “mos maiorum”, il sacerdote di Eracle e predicatore Apollonio di Fontanadolce convertì moltissimi nobili di origine Dosthan che ancora conservavano il culto Asgardiano.

Harrian I, considerato il vero fondatore della dinastia Gothan, fu il più importante tra questi. Assicuratosi la fedeltà assoluta del proprio popolo grazie alla conversione e alla collaborazione intransigente con Apollonio, Harrian sconfisse nell’anno 2409 dalla Fondazione di Fortia-che-fu un’ampia coalizione rivale che si era riunita per fronteggiare il suo crescente dominio, giustiziando tutti i capi catturati e le loro famiglie e impadronendosi dei loro territori. Fra i vassalli di nobile lignaggio, risparmiò solamente chi accettò di passare al culto Olimpico sotto la guida spirituale di Apollonio. In questo modo, giunto a estendere il suo stato per quasi tutta la Grande Pianura, l’Altopiano Centrale e le Colline Occidentali, si proclamò Re dell’intera Malia.

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Anno 2469: morte di Tothyl I, ultimo dei Gothan

giugno 25, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

In questo anno l’ultimo erede della dinastia Gothan, Tothyl I, finisce assassinato in una congiura di nobili. Sebbene si fosse dimostrato privo dello spregiudicato coraggio dei suoi predecessori, Tothyl aveva tentato se non di espandere e consolidare meglio il suo malcerto dominio su Malia, almeno di conservare quanto costruito dai suoi avi. Tothyl si sforzò di ridurre il solco fra le genti Maliane, e in particolare i Patrizi di origine Mitoien (che ancora nonostante tutto insieme a molte famiglie di sangue misto governavano quasi tutte le Città e non pochi dei Ducati e delle Baronie della penisola) con i discendenti degli invasori Dosthan che formavano la parte dominante della nobiltà guerriera, adottando egli stesso non solo la religione Olimpica come il padre e il nonno ma anche molti costumi Mitoien. Forse anche questo fu uno dei motivi che convinse un gruppo di nobili della sua armata a ordire una congiura.

Messo di fronte alla spada nuda dei congiurati durante un banchetto, Tothyl si difese con inaspettata ferocia e con la tecnica appresa da maestri d’arme di etnia locale. Trafisse i principali congiurati ed essendo stato soccorso dalla sua guardia personale sarebbe forse sopravvissuto all’attentato, se non fosse che aveva già sorbito il veleno versato nel vino. I congiurati, invece, avevano bevuto birra come da tradizione Dosthan. Tothyl, che aveva appena sposato una Patrizia Mitoien, morì senza eredi.

Iniziarono allora lunghe guerre di successione, alla fine delle quali della parziale riunificazione vagheggiata dai Gothan non rimase più nulla. In qualche modo tuttavia restò nel popolo Maliano il ricordo nostalgico di un nobile tentativo, e il sogno di un dominio più rispettoso e meno aspro, almeno per quanto riguarda il breve regno di Tothyl. Ma soprattutto, dopo Tothyl il processo per il quale molti nobili e guerrieri di origini Dosthan adottarono la religione del popolo che si erano trovati a governare e sposarono i discendenti di famiglie di Patrizi Mitoien non solo non cessò ma prese sempre più forza: sempre più nobili capirono che per garantirsi un maggiore appoggio dei sudditi dovevano diventare più simili a loro. In capo a meno di due secoli non fu più possibile distinguere a Malia gli invasori dai conquistati. Un processo analogo si svolgeva nel frattempo nelle altre regioni dell’antico Impero Mitoien, da Gallesse ai Regni dell’Ovest.

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Anno 2663: Aiace d’Alatarocca sbaraglia i pirati Sarras e fonda il Regno di Malia

giugno 4, 2020 by Marco Rubboli Nessun commento

Dopo circa due secoli di disunione delle terre di Malia, e di continue guerre feudali, una estesa regione fra le Terre Meridionali e la Costa del Tramonto era stata occupata in forma stabile da pirati Sarras, che da quella testa di ponte portavano incursioni lungo tutte le rive occidentali della penisola. Il Duca Aiace d’Altarocca riuscì a creare (anche grazie al supporto economico di molte Isole che vedevano compromesso il commercio con Malia) una coalizione per combatterli. Prima però fu costretto a vedersela con una lega di suoi antagonisti locali che gli bloccarono il passo, per niente convinti dagli intenti patriottici del Duca. Aiace si vide costretto a retrocedere e fu assediato nel suo Feudo insieme ai suoi alleati. Ciò però scatenò la reazione di altri nobili, non ultimi gli Ampioporto e gli Alesiadi, che allestirono un’armata per soccorrerlo.

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