Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio
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Casa Kratilides, di Praxia

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Un tempo Autarchi dell’Isola di Praxia, ora condottieri di una compagnia di ventura formata con la Falange degli opliti rimasti a loro fedeli. Non hanno un simbolo araldico, come molte famiglie Isolane anche se nobili o facoltose (sulle Isole il concetto di nobiltà è molto vago e sfumato).

“La parabola dei Kratilides era iniziata con suo nonno, di cui lui (Temistokles) portava il nome. A quei tempi Praxia era governata da un’Assemblea di un centinaio di famiglie nobili, e si andava avanti così da diverse generazioni. Ma, come accade, il tempo aveva reso quel regime pigro, corrotto e sordo ai bisogni del popolo. Lo stesso non si poteva dire per il suo avo, che al contrario aveva dimostrato il suo valore in più di una battaglia navale. La sua vittoria più gloriosa era stata la difesa del porto di Zakynthos contro la flotta di Rodota. Allo stesso tempo il nonno non tralasciava occasione di mettersi dalla parte del popolo. Denunciava i soprusi e non tollerava che nessuno dei nobili si appropriasse dei beni pubblici, come quelli invece erano soliti fare. In questo modo era riuscito in pochi anni a soppiantare il vecchio potere e a farsi nominare Autocrate dell’Isola, non senza qualche spargimento di sangue al momento del colpo di stato. Nemmeno suo padre Kostantinos aveva molti ricordi di quel tempo: allora lui stesso era un bambino piccolo. L’Isola aveva vissuto un periodo di rinnovato splendore, grazie alle accorte alleanze politiche e mercantili del vecchio Kratilides. Kostantinos, dal canto suo, aveva cercato di continuare su quella via, e con buoni risultati, almeno all’inizio. Ma poi il vento era cambiato nelle Isole più grandi vicine alla loro, con l’insorgere di nuovi regimi oligarchici. E qualcuno a Rodota, memore anche della sconfitta subita un tempo ad opera della Casa Kratilides, aveva tramato per riportare il regime oligarchico anche a Praxia. Non era stato difficile per i signori della potente Rodota portare dalla loro parte con doni e promesse le principali famiglie della piccola Praxia. Quel germe aveva, col tempo, prodotto la congiura dei nobili contro la casa regnante. Un paio di compagnie mercenarie erano giunte di nascosto, occultate nelle stive delle navi. Con l’aiuto dei mercenari i congiurati avevano occupato il porto, permettendo che attraccasse una flottiglia di rinforzo proveniente da Rodota, con un corpo di spedizione di opliti. I ribelli avevano anche uomini all’interno dell’Acropoli, i quali avevano aperto le porte alle loro forze. Nulla aveva potuto l’accanita resistenza degli opliti dei Kratilides, unita al timido appoggio del popolo.”

Principali membri della Casata
– Kostantinos Kratilides. Condottiero, ex Autarca dell’Isola di Praxia. Capelli castani, occhi azzurri, viso aguzzo.
– Temistokles Kratilides. Figlio di Kostantinos.

 

Oplita mercenario Isolano – Bozzetto di E.R.

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Casa Biancoscoglio

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica: nave bianca in campo azzurro (realizzata da Lara Gramigni).

Casa della Costa dell’Alba di Malia stretta alleata della Casa di Cinquecolli. La sede Ducale è un grande borgo portuale alla foce del fiume di Cinquecolli, vi si produce il Vino Verde, un bianco fermo, e il Verdino, bianco frizzante, e il Formaggio Grottesco. Il contado è quasi tutto coltivato a frutteti e fornisce ogni tipo di frutta, che viene poi in gran parte trasformato in conserve e marmellate. Il territorio è disseminato di bassi colli aspri e rocciosi, e sul più grande di questi, un dente di roccia bianca posto accanto al mare proprio dove termina la pianura e i colli raggiungono la Costa, si erge cittadella Ducale. Ai piedi di essa, subito a Nord, circondata da mura di pietra chiara, sorge la città marinara. Vi sorgono imponenti cantieri navali, dai quali escono non solo biremi e triremi da guerra e navi mercantili, ma anche barche da pesca, chiatte fluviali e ogni altro genere di imbarcazioni. Biancoscoglio importa infatti da Cinquecolli grandi quantità di bottiglie per il vino e vasetti di vetro per i prodotti a base di frutta. Anche a questo commercio si devono i rapporti di vecchia data fra le due grandi Casate. Invece i Biancoscoglio hanno una faida aperta con la famiglia loro parente dei Duchi di Portonuovo. La Casa di Cinquecolli su pressioni del Re ha tentato più volte di sedare questa faida, senza successo.

 

“Il sentiero si infilava nello stretto piano tra il mare e i dolci colli verdi cosparsi di vigneti e cipressi. Poco più lontano si vedeva una strana danza pietrificata di giganti: irti picchi rocciosi, rupi e precipizi a strapiombo spuntavano dal terreno come denti spaiati di orchi, tra ruscelli e piccoli fiumi che calavano dalle prime falde dell’Altopiano Centrale. E su ognuna di quelle vette basse ma aspre stava un castello, una rocca, una semplice torre, tutti presidiati dai Baroni fedeli ai Biancoscoglio. Infine la via piegava verso la costa, proprio nel punto in cui la pianura terminava e le colline raggiungevano la riva del mare. Là si ergeva un massiccio roccioso, a picco sopra le onde verdi e azzurre. Sopra l’enorme macigno bianco svettavano le torri della possente e antica cittadella, mentre ai suoi piedi, proprio dove moriva la Grande Pianura, si estendeva il vasto borgo marinaro. Alte e orgogliose mura di pietra candida circondavano sia il borgo che la cittadella di Biancoscoglio. Sembravano cingere da ogni lato, come in un abbraccio, un grande porto fitto di alberi e vele ammainate… Diverse ampie e lunghe scalinate univano la parte alta della città al borghetto cresciuto attorno al porto. Le gradinate salivano come bianche serpi, inerpicandosi tra le rocce a picco sui flutti. Da ogni torre si innalzavano stendardi con la nave bianca in campo azzurro dei Biancoscoglio.”

 

Principali membri della Casata:

Duca Solare di Biancoscoglio. Uomo massiccio, calvo, baffoni castani.
Erede Antonio, figlio di Solare
Oro e Furetto. Figli gemelli del Duca Solare. Indistinguibili l’uno dall’altro, occhi bruni vivaci sotto le lunghe capigliature castane.
Manlio. Figlio minore del Duca Solare. Molto giovane, capelli scuri tagliati corti e corpo già atletico.
Marino. Fratello del Duca Solare. Un uomo robusto e barbuto dai capelli castani.
Azzurra. Sorella del Duca Solare e madre di Amanda di Cinquecolli.
Duchessa Amanda di Cinquecolli. Figlia di Azzurra di Biancoscoglio, giovane seconda moglie del Duca Rosso di Cinquecolli

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Casa Del Nero, di Alesia (popolani)

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Ricchissima famiglia di mercanti popolani Maliani, di Alesia, i Del Nero si occupano soprattutto di armi e armature ma anche di commercio del sale, sono proprietari di chiatte e barconi da trasporto fluviale e navi mercantili, magli, mulini, opifici, e sono produttori di infinite altre merci.

Rivaleggiano in opulenza con la maggiori Casate Ducali del Regno, e forse anche con la stessa dinastia regnante (sulla quale in realtà si mormora che gravi un grosso debito).

I Del Nero hanno fama di abili e operosi mercanti ma anche di essere una famiglia piuttosto onesta, dedita a volte a fare anche opera di beneficenza.

L’attuale capofamiglia, per esempio, ha adottato il figlio orfano di una coppia di dipendenti morti nel naufragio di una spedizione commerciale, allevando il ragazzo (Fabrizio del Ferro) come se fosse suo, senza badare a spese per la sua educazione alle armi e alle lettere.

Non è stato molto contento, però, quando Fabrizio ha preferito alla mercatura la vita del capitano di ventura. Molte più soddisfazioni gli riserva il primogenito legittimo, Ettore, il cui ingegno sempre vigile e pronto a trovare nuove soluzioni fa ben sperare per il futuro della Casata.

Principali membri della Casata:
– Giuliano Del Nero. Capofamiglia, mascella squadrata, con una corta barbetta appena ingrigita, i capelli scuri.
– Ettore del Nero. Figlio di Giuliano.
– Fabrizio Del Ferro. Figlio adottivo di Giuliano.

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Casa Tagliaferro, di Alesia (popolani)

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Tenutari di una vasta rete di locande e case di tolleranza di gran lusso che si estende per tutta Malia e perfino oltre i confini del Regno, i Tagliaferro sono i fornitori ufficiali di cortigiane d’alto bordo per la Corona Maliana e per le grandi Case nobili e di mercanti o banchieri. Le cortigiane dei Tagliaferro, chiamate le “allegre damigelle”, devono saper danzare, cantare, suonare diversi strumenti, recitare poesie e narrare storie, oltre a essere in grado di intrattenere una conversazione a qualunque livello, perfino parlando di letteratura o filosofia.

I Tagliaferro, le cui origini sono umili ma la ricchezza leggendaria, non si considerano dei vili papponi ma piuttosto dei grandi mercanti e non schiavizzano le loro cortigiane, che hanno una certa libertà nella scelta dei clienti e partecipano ai guadagni dell’attività. Ciononostante non poche delle “allegre damigelle” non hanno iniziato a esercitare la loro arte già da donne libere ma sono state inizialmente reclutate usando il subdolo “metodo di Vittorio”, impostato dal padre dell’attuale capofamiglia Astore. Soprattutto i membri più giovani della famiglia, come Rinaldo, sono stati educati alle armi, alla mercatura e alle lettere, come veri principi mercanti, e non amano avere contatti con personaggi di bassa lega che non vorrebbero considerare “colleghi”.

A protezione delle cortigiane (e di loro stessi, dato che sono a conoscenza di molti delicati segreti) i Tagliaferro mantengono un piccolo esercito privato di assassini, bravacci e tagliagole reclutati dai peggiori bassifondi di Alesia e delle altre città dove gestiscono locande, e adeguatamente “ripuliti” in modo da non avere guai con le autorità.

La Casata vive quindi uno strano mondo di mezzo fra la corte e le alte sfere del Regno, da una parte, e la malavita dall’altra.

 

Principali membri della Casata:

Astore Tagliaferro, capofamiglia, un vecchio abile e avido

Rinaldo Tagliaferro, figlio di Astore, amico di Vindice Maravoy

Molosso Tagliaferro, fratello di Astore

Lucrezio e Tancredi Tagliaferro, figli di Molosso

Guglielmo Caronte, bravaccio, esperto arciere e avvelenatore, rinomato buongustaio

Diomede Salinari, bravaccio, esperto spadaccino e pugile, amico d’infanzia di Luce Selenides e fratello dell’assassino e maestro d’armi Astolfo Salinari (anche lui in precedenza un uomo dei Tagliaferro)

Giorgio e Silvano Bovari, bravacci, abili accoltellatori, amici d’infanzia di Luce Selenides

Giano “il Bidone”, bravaccio grasso e calvo, dedito a ogni tipo di gioco (sempre barando)

Erinne Selenides, cortigiana di Alesia, sorella di Luce Selenides

Jazmin, cortigiana di Alesia, oriunda Sarras

 

Bravo dei Tagliaferro

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Impero Dosthan: terre di Gallesse

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica di Gallesse: aquila dorata su corona di vischio in campo bianco (non più in uso, vietata dall’Impero Dosthan).

Questa vasta regione è stata anticamente abitata da popolazioni affini ai Keld che ancora vivono dispersi nelle terre Dosthan. Alcune di queste tribù avevano occuparono anche la Grande Pianura di Malia, dove si fusero con gli antichi abitanti della penisola. Dopo la conquista di Gallesse da parte dell’antica Federazione Maliana (poi ampliatasi in Federazione Mitoien) i conquistati si fusero ai conquistatori e ne acquisirono in gran parte la cultura. Gallesse seguì poi le vicende dell’Impero Mitoien fino alla sua distruzione ad opera dei barbari.

In tempi più recenti Gallesse è stato il Regno più potente del Continente Settentrionale dalla sua unificazione nel 2708 fino al 2854 quando fu sconfitta e conquistata dall’Impero Dosthan, di cui ora fa parte.
E’ suddivisa tra due grandi regioni distinte: il cosiddetto Regno del Pane, a Nord, ora governato direttamente da nobili Dosthan e il Regno del Vino, a Sud, con ancora molti nobili Gallessani che governano i loro feudi, sia pure come vassalli dei Dosthan.
Le due regioni parlano lingue apparentate ma diverse, entrambe derivate da una base Mitoien con un substrato e apporti delle antiche lingue Gallessane. L’unificazione dei due regni avvenne nel 2708 dalla Fondazione di Fortia che fu, per matrimonio tra Philippe, Re del Pane, e Rosaespina, Regina del Vino.
Yss un tempo capitale del Regno del Pane divenne la Capitale d’Inverno e Lyonnesse del Regno del Vino si convertì nella Capitale d’Estate, con la corte che ogni primo novembre e ogni primo maggio si trasferiva dall’una all’altra città.
Il Regno di Gallesse unificato divenne la maggiore potenza del Continente Settentrionale, e iniziò a dettare la politica anche degli altri Regni.
Il figlio di Rosaespina e Philippe, Maurice, quando divenne Re mosse guerra ai Principi Dosthan, sconfiggendoli, e il figlio di lui annesse al Regno la Nuova Provincia.
Il periodo di splendore di Gallesse però cessò di colpo dopo circa un secolo e mezzo con la disastrosa sconfitta che i Gallessani subirono per opera del Principe Siegfied delle Zentralalpen e dei suoi alleati.
L’esercito Gallessano fu annientato, la famiglia reale e buona parte del fiore della nobiltà e della cavalleria del regno sterminata, tutto il Regno del Pane conquistato d’assalto.
I nobili superstiti del Regno del Vino trattarono la resa, mantenendo i loro Feudi sotto vassallaggio Dosthan.
Anche tutti gli altri Principi Dosthan a quel punto giurarono fedeltà a Siegfried.

Iniziarono così l’Impero Dosthan e la servitù di Gallesse.
Ora ogni Provincia di Gallesse è governata da un Principe di schiatta Dosthan, e tutti costoro rispondono direttamente all’Imperatore, quindi Yss e Lyonnesse hanno perso ogni controllo sulle altre Province e lo mantengono solo sulla propria.
Ciononostante i Principi d’Yss e di Lyonnesse sono per tradizione una sorta di “primi inter pares” rispettivamente nel Regno del Pane e nel Regno del Vino.

Il Regno del Pane, parte più settentrionale di Gallesse, è composto per lo più da fertilissime pianure, dal clima più rigido di quello di cui gode il Regno del Vino. Qui la produzione principale è il grano, ma pure vi si produce ottimo vino, sebbene in quantità inferiore alle terre del Sud, e vi hanno sede molte manifatture di tessuti, in particolare lana. In tutta questa zona tutte le Casate nobili col rango di Principi o di Conti e perfino la grande maggioranza dei Baroni sono di schiatta Dosthan. Le genti locali sono mediamente di costituzione un po’ più alta e massiccia che nel Sud, con la pelle lattea, e si trovano con maggior frequenza rispetto al Regno del Vino persone con capelli castano-chiari o anche biondi, e occhi azzurri o verdi. L’antica capitale del Regno del Pane, sotto il Regno unificato di Gallesse divenuta Capitale d’Inverno, è la grande città di Yss, alla confluenza di due grandi fiumi. Né il vecchissimo Principe Kurt né l’Erede, il nipote anch’egli di nome Kurt, saggio ma malaticcio, sono in grado di mantenere il primato dei signori di Yss sugli altri Principi del Regno del Pane, nonostante la loro Provincia resti la più florida e popolosa di tutta Gallesse. Tale ruolo di guida è stato assunto dal gigantesco e violento Principe Karl della Nuova Provincia, un fanatico sostenitore della superiorità Dosthan che nessuno in queste terre osa contraddire.

 

 

Paesaggio tipico del Nord di Gallesse

 

Il Regno del Vino ha clima, civiltà e costumi più simili a quelli di Malia e anche l’aspetto degli abitanti è molto simile, con la maggioranza della popolazione che ha capelli e occhi scuri. La regione, a parte una gran quantità di ottimo vino, molto importante nella cultura locale, produce olio d’oliva, profumi e saponi con fragranze di fiori (in primis la lavanda, ma non solo), e vi crescono frutti e ortaggi di ogni tipo grazie al clima mite e temperato. Nonostante il Regno del Vino faccia parte dell’Impero Dosthan da due secoli, la maggior parte dei Conti e dei Baroni sono ancora di origine Gallessana, mentre tutti i Principi appartengono a Casate di conquistatori Dosthan. Il Principe dell’antica capitale Lyonnesse (poi Capitale d’Estate di Gallesse, dopo l’unificazione), che domina sulla regione più ricca e popolata della zona, mantiene un indiscusso ruolo di guida fra i Principi del Regno del Vino, nonostante non abbia che una sottilissima e sbiadita parentele con l’antica dinastia regnante. Il Principe di Lyonnesse attuale, Ulfric, è un convinto sostenitore della supremazia Dosthan, nonostante il suo aspetto fisico sia decisamente Gallessano, con lunghi capelli neri e occhi scuri. Al contrario il Principe della Proennsa (Provincia) di Vergan del Mar, Gunnar di Torre Vianan, nel cui Principato è situata l’avita e perduta Castelbrun dei Maravoy, è un uomo dall’aspetto decisamente nordico, con la pelle chiarissima e lisci capelli biondo-platino, ma ha una politica molto più conciliante e – fino a dove la politica Imperiale glielo concede – tende a non fare differenze fra i sui sudditi Dosthan a Gallessani.

 

 

Costa della Proenssa di Vergan del Mar

 

Principe Ulric di Lyonnesse

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Impero Dosthan: terre Dosthan

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Impero Dosthan

Araldica: aquila Dosthan oro in campo nero

Capitale: Altengaard

Eredi delle orde barbariche che annientarono l’antico Impero Mitoien, i Dosthan possiedono oggi il più grande Impero del Continente Settentrionale. Diviso in Province, che corrispondono agli antichi Principati tribali. Oltre alle terre del popolo Dosthan comprende quello che era l’antico Regno di Gallesse e la Nuova Provincia (una terra un tempo Dosthan, poi conquistata da Gallesse e infine tornata sotto il dominio Dosthan), conquistate con la nascita dell’Impero, di cultura mista) e diverse Province Orientali strappate in diverse epoche a tribù barbare dell’Est.
Le Province, governate da Principi, sono a loro volta suddivise in Contee, e queste in Baronie.
L’Imperatore viene eletto a vita fra i Principi.

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