Per la Corona d'Acciaio - Per la Corona d'Acciaio
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Casa Tagliaferro, di Alesia (popolani)

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Tenutari di una vasta rete di locande e case di tolleranza di gran lusso che si estende per tutta Malia e perfino oltre i confini del Regno, i Tagliaferro sono i fornitori ufficiali di cortigiane d’alto bordo per la Corona Maliana e per le grandi Case nobili e di mercanti o banchieri. Le cortigiane dei Tagliaferro, chiamate le “allegre damigelle”, devono saper danzare, cantare, suonare diversi strumenti, recitare poesie e narrare storie, oltre a essere in grado di intrattenere una conversazione a qualunque livello, perfino parlando di letteratura o filosofia.

I Tagliaferro, le cui origini sono umili ma la ricchezza leggendaria, non si considerano dei vili papponi ma piuttosto dei grandi mercanti e non schiavizzano le loro cortigiane, che hanno una certa libertà nella scelta dei clienti e partecipano ai guadagni dell’attività. Ciononostante non poche delle “allegre damigelle” non hanno iniziato a esercitare la loro arte già da donne libere ma sono state inizialmente reclutate usando il subdolo “metodo di Vittorio”, impostato dal padre dell’attuale capofamiglia Astore. Soprattutto i membri più giovani della famiglia, come Rinaldo, sono stati educati alle armi, alla mercatura e alle lettere, come veri principi mercanti, e non amano avere contatti con personaggi di bassa lega che non vorrebbero considerare “colleghi”.

A protezione delle cortigiane (e di loro stessi, dato che sono a conoscenza di molti delicati segreti) i Tagliaferro mantengono un piccolo esercito privato di assassini, bravacci e tagliagole reclutati dai peggiori bassifondi di Alesia e delle altre città dove gestiscono locande, e adeguatamente “ripuliti” in modo da non avere guai con le autorità.

La Casata vive quindi uno strano mondo di mezzo fra la corte e le alte sfere del Regno, da una parte, e la malavita dall’altra.

 

Principali membri della Casata:

Astore Tagliaferro, capofamiglia, un vecchio abile e avido

Rinaldo Tagliaferro, figlio di Astore, amico di Vindice Maravoy

Molosso Tagliaferro, fratello di Astore

Lucrezio e Tancredi Tagliaferro, figli di Molosso

Guglielmo Caronte, bravaccio, esperto arciere e avvelenatore, rinomato buongustaio

Diomede Salinari, bravaccio, esperto spadaccino e pugile, amico d’infanzia di Luce Selenides e fratello dell’assassino e maestro d’armi Astolfo Salinari (anche lui in precedenza un uomo dei Tagliaferro)

Giorgio e Silvano Bovari, bravacci, abili accoltellatori, amici d’infanzia di Luce Selenides

Giano “il Bidone”, bravaccio grasso e calvo, dedito a ogni tipo di gioco (sempre barando)

Erinne Selenides, cortigiana di Alesia, sorella di Luce Selenides

Jazmin, cortigiana di Alesia, oriunda Sarras

 

Bravo dei Tagliaferro

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Casa Altarocca

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica: aquila maliana rossa a volo spiegato incoronata in campo oro (realizzata da Lara Gramigni).

 

Casata cadetta degli Alesiadi, succeduta agli sconfitti Altarocca originari.
In origine avevano aquila azzurra a volo abbassato in campo oro (blasone degli Alesiadi invertito), poi a partire dalla rivolta avevano ripreso i colori degli Altarocca originari.

Il Feudo di gran lunga più grande, importante e potente della regione dell’Altopiano Centrale, terra d’origine della prima dinastia reale Maliana dopo la caduta dell’Impero Mitoien. Da molto tempo è indipendente e non riconosce l’autorità della Casa Reale.
La rocca Ducale, costruita in pietre megalitiche con mura altissime originariamente senza merlatura, è immensa, essendo stata adibita in passato ad ospitare l’esercito regio permanente degli Altarocca, reclutato in tutto il paese.
Oggi questa struttura imponente in pietra grigia guarnita di torrioni squadrati è semideserta, non bastando le pur possenti forze Ducali ad abitarla e presidiarla.
Per questo anche la popolazione civile locale invece che aver costruito un borghetto fuori dal castello come è in uso altrove, viene interamente ospitata all’interno dei vasti e disponibili quartieri del castello.

 

“Arrivarono da Nord-Est, risalendo un ripido sentiero fatto di ciottoli e di aspra polvere bianca.
Il sole tramontava rosso ed enorme dietro le torri antichissime, e dalle mura megalitiche li accolse il suono di numerosi corni da caccia. … La cittadella incoronata da innumerevoli torri squadrate si ergeva sulla cima di un’alta e ripida collina, le mura color grigio chiaro sembravano nascere tra le rocce del colle come una ripida scogliera tra i flutti. Appropinquandosi si avvidero che le pietre che le formavano erano immense, più alte di un uomo e più larghe della lunghezza di un cavallo, e Vindice si chiese come avessero fatto a spostarle. Si notava che le mura erano nate senza merlatura e questa, stranamente, era stata aggiunta in seguito, né c’erano fossati o terrapieni a trattenere un possibile nemico. Ma la cosa più sorprendente era l’altezza della costruzione, forse cento braccia, e ancora di più le grosse torri. Tanto alte erano quelle mura possenti che continuare a fissarle col viso in alto mentre ci si avvicinava finiva col dare le vertigini. Diversamente da altre cittadelle e castelli della zona, non c’erano casette e baracche di contadini e di artigiani ad assieparsi attorno ad Altarocca, ma solo spogli pascoli circondavano le fortificazioni. Le immense porte di legno ruotarono cigolando sui loro cardini, spalancandosi davanti al loro signore. Entrarono, e li circondò festante uno stuolo di guerrieri in usberghi di maglia di ferro, villici, donne e bambini. Gli uomini di Turno aprirono la strada davanti all’armata, spingendo indietro la piccola folla, e riuscirono a proseguire, lentamente. La cinta di mura era triplice, composta di massi enormi uniti senza calce, ed era negli spazi vuoti tra una cerchia e l’altra, non all’esterno, che aveva preso vita un borgo vivace e chiassoso. Gli abitanti erano per la maggior parte pastori o contadini che coltivavano le terre ai piedi della rocca, ma c’erano anche parecchi artigiani di ogni tipo. All’interno della terza cerchia c’era la zona militare e amministrativa, il palazzo di Turno e i magazzini. La costruzione era enorme, e solo una piccola parte era utilizzata, attualmente. Quella rocca era stata la capitale del Regno, in fondo. C’era una vastissima piazza d’armi, e una quantità di edifici che al momento erano vuoti e non servivano a niente: dormitori, refettori, cucine, sale d’armi. Grandi scuderie deserte. … Entrarono a palazzo per la porta principale, battendo i piedi sulla soglia per liberare il più possibile le suole degli stivali dal fango. L’ingresso era ciclopico e spoglio, con un soffitto altissimo, a cupola, e le pareti di pietra a vista a cui erano affisse panoplie di armi strappate a chissà quali antichi nemici. In particolare spiccava uno scudo enorme sormontato da un elaborato elmo, dal grande piumaggio ormai vecchio e logoro. Da lì furono introdotti nella sala da pranzo. Anch’essa era di proporzioni sconcertanti, con un lunghissimo e massiccio tavolo di legno rettangolare al centro. Avrebbero potuto sedervi forse cento persone, e per l’occasione era riempito per circa metà. In fondo alla sala una montagna di legna ardeva dentro un camino largo quasi quanto la stanza, una decina di passi almeno, fatto di grandi pietre grigie squadrate, mentre finestre dalle vetrate d’alabastro purissimo davano sull’oscurità che era calata all’esterno.”

 

Famiglia Ducale:

Duca Turno.
Uomo dalla figura muscolosa, i franchi occhi castani, i capelli di un biondo scuro tagliati cortissimi, 30 anni.

“Invece il biondo e alto Turno pareva tranquillo e fiducioso. Non era usuale trovare capelli biondi tra le genti dell’Altopiano Centrale di Malia, ma il Duca di Altarocca non era affatto parente del mitico primo Re Aiace d’Altarocca, bensì degli Alesiadi. Infatti, secoli prima, la famiglia vincitrice aveva sterminato completamente la dinastia sconfitta, e aveva passato il feudo e il nome stesso di Altarocca ad un proprio ramo cadetto. Turno aveva solo una lontana parentela con l’estinta casa dei primi Re di Malia. … La figura muscolosa di Turno, i franchi occhi castani, i capelli di un biondo scuro tagliati cortissimi, i suoi modi pieni di dignità e di una tranquilla sicurezza rivelavano un tipico nobile di quella terra arretrata e misteriosa che era l’Altopiano Centrale di Malia, un uomo abituato ad esercitare un’autorità indiscussa e patriarcale sui suoi sudditi e a trattare con un rude rispetto i suoi pari.
Aveva una sua intelligenza solida e taciturna, ma mancava totalmente dell’astuzia propria di chi deve sopravvivere a corte. Non aveva mai avuto bisogno di mentire, e probabilmente si era concesso il lusso di non farlo mai.”

Duchessa Laura d’Altarocca.
Figlia del Duca Costante di Fontanaferrosa e sorella dell’Erede di quel Feudo, Ardito. E’ una bella donna, molto devota al marito che ha dovuto combattere per averla. La Duchessa ha una lunga chioma liscia castana, un viso sottile e delicato dalla carnagione dorata ed occhi scuri e profondi, corporatura minuta ma di proporzioni perfette.

 

Duca Turno d’Altarocca

 

Duchessa Laura d’Altarocca, già Duchessina di Fontanaferrosa

 

 

 

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Casa Montebrumoso

maggio 11, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica: pegaso nero rampante in campo bianco (realizzata da Lara Gramigni).

Il Ducato più potente della regione delle Colline Brumose dopo Vignanera, costituito da colline e rilievi più alti e più aspri di quelli circostanti.
In particolare il castello Ducale sorge su una vera e propria montagna sita in mezzo a questa zona, isolata dalla lunga catena delle Montagne Bianche ma quasi una loro estrema propaggine che sbuchi a una certa distanza circondata da poggi minori.
Nelle sue terre più basse si produce il nobile e forte vino rosso di Montebrumoso.

“La via per Montebrumoso si apriva su un vasto prato che tagliava in due una fitta foresta. Il bosco però naturalmente non giungeva fino alle mura, poiché permettere una cosa simile sarebbe stata un’imprudenza. Si fermava prima, lasciando lo spazio di un tiro di trabucco fra gli ultimi alberi e le prime fortificazioni. La prima cinta racchiudeva l’intero monte ma il borgo era cresciuto ancora su un solo versante, circondato da una seconda muraglia. In alto, poi, uno snello castello grigio svettava sopra l’abitato con i suoi tetti di cotto. Se ne stava abbarbicato sulla sommità tondeggiante e spoglia della montagna, come la corona sulla testa calva di un vecchio Re.”

Famiglia Ducale:

Duca Andrea.
Taciturno ma intelligente e cauto, piuttosto basso ma agile, con lunghi capelli neri e occhi grigi, viso magro. Porta un’armatura di un cupo color grigio ferro.

“Andrea di Montebrumoso invece, un guerriero prudente e accorto ma non meno valente, era il meno alto dei tre, sulla trentina e forse qualche anno in più. Lunghi capelli neri incorniciavano un viso magro sempre ben rasato e due ferrigni occhi grigi” “E infine, dopo un minuto, Andrea di Montebrumoso, in una cupa armatura color grigio ferro come i suoi occhi inquietanti.”

Duchessa Griselda
Una popolana, figlia di un ricco mercante di vino, sposata dal Duca Andrea per amore.
Bella, umile e gentile, con occhi e capelli castani, la Duchessa ha sopito le invidie, fatto vergognare gli altezzosi con il suo sorriso e il suo imperturbabile buon animo e conquistato il cuore di tutti.
Il suo unico cruccio è che i suoi figli possano trovare difficoltà a essere accettati come Signori da alcuni vecchi Baroni del Feudo.

Acuto
Figlio maggiore ed Erede. Ha undici anni. Castano come la madre, ma con gli occhi grigi del padre.

Alice
Unica figlia. Ha nove anni. Bruna con occhi scuri.

Admeto
Ha solo sei anni, l’ultimo nato. Capelli scuri e occhi grigi come suo padre.

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Impero Dosthan: terre di Gallesse

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Araldica di Gallesse: aquila dorata su corona di vischio in campo bianco (non più in uso, vietata dall’Impero Dosthan).

Questa vasta regione è stata anticamente abitata da popolazioni affini ai Keld che ancora vivono dispersi nelle terre Dosthan. Alcune di queste tribù avevano occuparono anche la Grande Pianura di Malia, dove si fusero con gli antichi abitanti della penisola. Dopo la conquista di Gallesse da parte dell’antica Federazione Maliana (poi ampliatasi in Federazione Mitoien) i conquistati si fusero ai conquistatori e ne acquisirono in gran parte la cultura. Gallesse seguì poi le vicende dell’Impero Mitoien fino alla sua distruzione ad opera dei barbari.

In tempi più recenti Gallesse è stato il Regno più potente del Continente Settentrionale dalla sua unificazione nel 2708 fino al 2854 quando fu sconfitta e conquistata dall’Impero Dosthan, di cui ora fa parte.
E’ suddivisa tra due grandi regioni distinte: il cosiddetto Regno del Pane, a Nord, ora governato direttamente da nobili Dosthan e il Regno del Vino, a Sud, con ancora molti nobili Gallessani che governano i loro feudi, sia pure come vassalli dei Dosthan.
Le due regioni parlano lingue apparentate ma diverse, entrambe derivate da una base Mitoien con un substrato e apporti delle antiche lingue Gallessane. L’unificazione dei due regni avvenne nel 2708 dalla Fondazione di Fortia che fu, per matrimonio tra Philippe, Re del Pane, e Rosaespina, Regina del Vino.
Yss un tempo capitale del Regno del Pane divenne la Capitale d’Inverno e Lyonnesse del Regno del Vino si convertì nella Capitale d’Estate, con la corte che ogni primo novembre e ogni primo maggio si trasferiva dall’una all’altra città.
Il Regno di Gallesse unificato divenne la maggiore potenza del Continente Settentrionale, e iniziò a dettare la politica anche degli altri Regni.
Il figlio di Rosaespina e Philippe, Maurice, quando divenne Re mosse guerra ai Principi Dosthan, sconfiggendoli, e il figlio di lui annesse al Regno la Nuova Provincia.
Il periodo di splendore di Gallesse però cessò di colpo dopo circa un secolo e mezzo con la disastrosa sconfitta che i Gallessani subirono per opera del Principe Siegfied delle Zentralalpen e dei suoi alleati.
L’esercito Gallessano fu annientato, la famiglia reale e buona parte del fiore della nobiltà e della cavalleria del regno sterminata, tutto il Regno del Pane conquistato d’assalto.
I nobili superstiti del Regno del Vino trattarono la resa, mantenendo i loro Feudi sotto vassallaggio Dosthan.
Anche tutti gli altri Principi Dosthan a quel punto giurarono fedeltà a Siegfried.

Iniziarono così l’Impero Dosthan e la servitù di Gallesse.
Ora ogni Provincia di Gallesse è governata da un Principe di schiatta Dosthan, e tutti costoro rispondono direttamente all’Imperatore, quindi Yss e Lyonnesse hanno perso ogni controllo sulle altre Province e lo mantengono solo sulla propria.
Ciononostante i Principi d’Yss e di Lyonnesse sono per tradizione una sorta di “primi inter pares” rispettivamente nel Regno del Pane e nel Regno del Vino.

Il Regno del Pane, parte più settentrionale di Gallesse, è composto per lo più da fertilissime pianure, dal clima più rigido di quello di cui gode il Regno del Vino. Qui la produzione principale è il grano, ma pure vi si produce ottimo vino, sebbene in quantità inferiore alle terre del Sud, e vi hanno sede molte manifatture di tessuti, in particolare lana. In tutta questa zona tutte le Casate nobili col rango di Principi o di Conti e perfino la grande maggioranza dei Baroni sono di schiatta Dosthan. Le genti locali sono mediamente di costituzione un po’ più alta e massiccia che nel Sud, con la pelle lattea, e si trovano con maggior frequenza rispetto al Regno del Vino persone con capelli castano-chiari o anche biondi, e occhi azzurri o verdi. L’antica capitale del Regno del Pane, sotto il Regno unificato di Gallesse divenuta Capitale d’Inverno, è la grande città di Yss, alla confluenza di due grandi fiumi. Né il vecchissimo Principe Kurt né l’Erede, il nipote anch’egli di nome Kurt, saggio ma malaticcio, sono in grado di mantenere il primato dei signori di Yss sugli altri Principi del Regno del Pane, nonostante la loro Provincia resti la più florida e popolosa di tutta Gallesse. Tale ruolo di guida è stato assunto dal gigantesco e violento Principe Karl della Nuova Provincia, un fanatico sostenitore della superiorità Dosthan che nessuno in queste terre osa contraddire.

 

 

Paesaggio tipico del Nord di Gallesse

 

Il Regno del Vino ha clima, civiltà e costumi più simili a quelli di Malia e anche l’aspetto degli abitanti è molto simile, con la maggioranza della popolazione che ha capelli e occhi scuri. La regione, a parte una gran quantità di ottimo vino, molto importante nella cultura locale, produce olio d’oliva, profumi e saponi con fragranze di fiori (in primis la lavanda, ma non solo), e vi crescono frutti e ortaggi di ogni tipo grazie al clima mite e temperato. Nonostante il Regno del Vino faccia parte dell’Impero Dosthan da due secoli, la maggior parte dei Conti e dei Baroni sono ancora di origine Gallessana, mentre tutti i Principi appartengono a Casate di conquistatori Dosthan. Il Principe dell’antica capitale Lyonnesse (poi Capitale d’Estate di Gallesse, dopo l’unificazione), che domina sulla regione più ricca e popolata della zona, mantiene un indiscusso ruolo di guida fra i Principi del Regno del Vino, nonostante non abbia che una sottilissima e sbiadita parentele con l’antica dinastia regnante. Il Principe di Lyonnesse attuale, Ulfric, è un convinto sostenitore della supremazia Dosthan, nonostante il suo aspetto fisico sia decisamente Gallessano, con lunghi capelli neri e occhi scuri. Al contrario il Principe della Proennsa (Provincia) di Vergan del Mar, Gunnar di Torre Vianan, nel cui Principato è situata l’avita e perduta Castelbrun dei Maravoy, è un uomo dall’aspetto decisamente nordico, con la pelle chiarissima e lisci capelli biondo-platino, ma ha una politica molto più conciliante e – fino a dove la politica Imperiale glielo concede – tende a non fare differenze fra i sui sudditi Dosthan a Gallessani.

 

 

Costa della Proenssa di Vergan del Mar

 

Principe Ulric di Lyonnesse

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Impero Dosthan: terre Dosthan

aprile 15, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Impero Dosthan

Araldica: aquila Dosthan oro in campo nero

Capitale: Altengaard

Eredi delle orde barbariche che annientarono l’antico Impero Mitoien, i Dosthan possiedono oggi il più grande Impero del Continente Settentrionale. Diviso in Province, che corrispondono agli antichi Principati tribali. Oltre alle terre del popolo Dosthan comprende quello che era l’antico Regno di Gallesse e la Nuova Provincia (una terra un tempo Dosthan, poi conquistata da Gallesse e infine tornata sotto il dominio Dosthan), conquistate con la nascita dell’Impero, di cultura mista) e diverse Province Orientali strappate in diverse epoche a tribù barbare dell’Est.
Le Province, governate da Principi, sono a loro volta suddivise in Contee, e queste in Baronie.
L’Imperatore viene eletto a vita fra i Principi.

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La mappa dell’Impero Dosthan

febbraio 20, 2026 by Marco Rubboli Nessun commento

Una nuova mappa disegnata da Matilde Viggiani per il secondo volume della saga: “Contro due Imperi”: la parte occidentale delle terre Dosthan dell’Impero che verrà attraversata da Sud a Nord dall’allegra ma letale compagnia di Rinaldo Tagliaferro, composta da bravacci e cortigiane.

 

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Le Isole

aprile 20, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Una serie quasi infinita di isole indipendenti di ogni dimensione, per lo più situate a Sud e a Est di Malia, ma vi sono anche diverse Isole di dimensioni molto grandi a Sud-Ovest.
Ognuna si governa da sé: alcune hanno regimi democratici o aristocratici, altre sono feudali come la maggior parte del Continente Settentrionale, altre ancora hanno un Re, un Tiranno, un Autocrata o figure simili, soggette o meno a leggi preesistenti.
La più grande e popolosa di esse è Pelospidis (dove veniva cucinato il famoso, o famigerato, Brodo Nero degli antichi guerrieri dell’Isola), altre fra le più grandi sono Attia, Asteria, Kiratira, Kypria, Rodota.

 

Alcune Isole citate, fra le decine che ne esistono, sono:

Mykenes: Isola della madre di Vindice Maravoy, Demetra, sposa di Lyonel.
Araldica: delfino bianco in campo azzurro

Praxia: Isola patria della casa Kratilides
Araldica: tritone verde armato di lancia su campo bianco

Zakynthos: Isola comandata da una casata amica di quella di Mykenes.
Araldica: fiore di giacinto bianco in campo verde

Quattro grosse Isole sono situate a Sud-Ovest di Malia, colonizzate dagli Isolani dell’Est in epoche remote: in ordine di grandezza Shardania, Kratia, Lypsia e Pannycthia, oltre a numerose isolette minori come l’arcipelago di Phannesia a metà strada fra Tiria e il Continente Meridionale.

A volte anche la Maliana isola di Tiria viene considerata una delle Isole, anche dai suoi stessi abitanti sempre in bilico fra tali diverse identità.

 

 

Oplita Isolano – Illustrazione di Drakaris

 

Se vuoi leggere un racconto ambientato sulle Isole:

I Puri – Un racconto delle Isole

Diversi cavalieri Isolani partecipano al torneo d’armi narrato in questo racconto:

LA GIOSTRA DI FLORA – I

 

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I Regni dell’Ovest

aprile 20, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

 

Sono tre grandi regni Neo-Mitoien, rivali tra loro, che occupano un’estesa penisola a Sud-Ovest di Gallesse, a Ovest di Malia.

Anch’essi furono anticamente devastati dalle invasioni barbariche, ma in misura minore rispetto a Malia e Gallesse.

Infatti riuscirono a preservare molti aspetti della cultura Mitoien, e furono i primi a riuscire a ristabilire dei centri di potere rilevanti.

Furono però costretti a difendersi, in seguito, dalle incursioni dei pirati Sarras e da non pochi tentativi veri e propri di invasione da parte dello stesso popolo.

 

Hesperios

Araldica: toro rampante oro in campo rosso

Capitale : Aldulana

Nella capitale di Hesperios, al centro del paese lontano dal mare, i celebri fabbri (per alcuni più simili a una sorta di stregoni che ad artigiani) producono le migliori spade del Continente Settentrionale.

Si tratta del più grande e potente tra i Regni dell’Ovest, che occupa la maggior parte di quelle terre: parte della costa orientale, tutta la costa meridionale e la zona centrale della penisola, queste ultime due entrambe molto aride e in certi punti semi-desertiche.

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I Regni dell’Est

aprile 20, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

I due grandi Regni di Alba e Valbania occupano terre situate ad Est di Malia e a Nord delle Isole, che un tempo furono parte dell’Impero Mitoien. Alba minacciava le Isole e fu conquistata con le armi da Isolani e Maliani insieme, mentre Valbania, più a Est all’interno, era stata lasciata in eredità alla Federazione Mitoien dal suo ultimo Re a patto che i suoi cittadini avessero uguaglianza di diritti. Gli usi di entrambe le nazioni sono stati addolciti dall’appartenenza alla civiltà Mitoien ma vi permane tuttora un substrato anche di costumi barbari più antichi.

Le Tribù dell’Est invece si estendono tra le infinite foreste, più a Nord di Alba e Valbania e ad Oriente dell’Impero Dosthan… non si sa fino a dove. Nessuno ha mai saputo se vi fossero altre terre civili ancora più ad Est, in effetti c’è chi dice che le foreste continuino a coprire la terra sino all’infinito. Ma gli antichi saggi Isolani hanno calcolato la circonferenza della terra per mezzo di astrusi metodi astronomici, e pare che infinita essa non sia. Certo, nessun viaggiatore è mai stato in grado di attraversare tutte le terre delle Tribù dell’Est, anche perché pare che più a Oriente si vada più le genti siano barbare, e inclini addirittura al cannibalismo.

 

Alba
Araldica: orso nero passante coronato in campo bianco
Grande regno a Levante di Malia, oltre il Mare dell’Alba.
Queste terre furono conquistate dalla Federazione Mitoien per impedire i saccheggi e la pirateria a cui le tribù di Alba erano dedite all’epoca. Il nome stesso assunto dal Regno indicava in origine semplicemente la sua posizione geografica rispetto a Fortia-che-fu. Questi popoli, una volta civilizzati dai Mitoien e dopo la caduta dell’Impero, si costituirono in un Regno indipendente sotto Re spietati ma che seppero mantenere unito il paese e tenere a bada sia l’Impero Dosthan e suoi appetiti di conquista sia le più selvagge Tribù dell’Est. Vi sono molte città di non grandi dimensioni, soprattutto sulla costa, con fastose vestigia e rovine Mitoien. Nell’interno è più raro trovare insediamenti definibili come città, ma si trovano invece fattorie sparse, villaggi, borghi e piccoli castelli.

 

 

 

Valbania
Araldica: lupo nero in campo bianco
Grande regno a Levante di Alba.
Come Alba, ma in un periodo più tardo, Valbania venne a far parte della Federazione Mitoien in quanto fu lasciata in eredità dal suo ultimo sovrano Dekemvir alla Federazione. In parte assimilate alla civiltà Mitoien, le genti di Valbania sono fiere e indipendenti. Anche i sovrani di queste terre, spesso vittime di congiure di palazzo e ammazzamenti, hanno fama di crudeltà, ed esistono parecchie cupe leggende su fatti di sangue sia veri che immaginari, e su mostri leggendari che popolerebbero le montagne e le foreste di Valbania. Le città sono quasi inesistenti, a parte qualche grosso borgo, ma ci sono grandi castelli e villaggi in abbondanza sparsi fra le foreste, le valli e le montagne del Regno. Il giovane Re di Valbania ha una fama sinistra.

 

 

 

 

Tribù dell’Est
Popoli barbari stanziati a Est dell’Impero Dosthan
e a Nord di Alba e Valbania. A volte queste tribù si riuniscono in effimere coalizioni sotto qualche capo carismatico o più frequentemente si piegano al volere di un signore della guerra, un principe o un avventuriero, a volte perfino di stirpe straniera. Quando questo avviene, sono capaci di radunare grandi orde al fine di saccheggiare l’Impero Dosthan, Alba o Valbania, o per difendersi da queste stesse nazioni, ma per lo più ogni città o regione si considera indipendente.  Le tribù stanziate più a Nord, sul Mare Settentrionale, sono spesso vittime delle incursioni dei Popoli del Mare, a cui rendono la vita difficile con imboscate e agguati. L’Impero Dosthan conduce da secoli, senza troppa continuità, una guerra di conquista per l’allargamento delle sue terre al confine Orientale, con risultati alterni ma che in effetti nel tempo hanno spostato tale confine di alcune centinaia di miglia a Est. Tuttavia, quei territori sono ancor oggi tutt’altro che sicuri e pacificati, e sono, al contrario, soggetti a continui tentativi di invasione da parte delle tribù ancora libere, come anche a rivolte e tumulti da parte delle tribù sottomesse, che non perdono la minima occasione per scontrarsi in modo sanguinoso e spietato coi coloni di stirpe Dosthan, considerati invasori.

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Impero Sarras

aprile 20, 2018 by Marco Rubboli Nessun commento

Il vasto Impero Sarras domina il misterioso Continente Meridionale oltre il mare a Sud di Malia. Un tempo parte di queste terre appartenevano all’Impero Mitoien, in particolare quelle affacciate sulla costa del mare che un tempo erano dette i Regni della Costa, ma l’antico Re Tariush venuto dal deserto riuscì a strappargliele fondando il loro proprio Impero.
Esistono dei commerci tra i Sarras e il Continente Settentrionale, ma le loro terre e le loro usanze sono in gran parte sconosciute. Infatti è proibito ai mercanti del Continente Settentrionale recarsi in terre Sarras, con l’unica eccezione dell’isola di Gehenna. Sono invece i mercanti Sarras ad approdare con le loro mercanzie nei porti delle Isole, di Malia e dei Regni dell’Ovest.

E’ noto che i Sarras adorano i Grandi Dei delle Piramidi, ma sulla natura dei loro Dei e della loro religione essi hanno l’obbligo di conservare il più rigoroso segreto.

Un tempo i pirati Sarras erano soliti assalire Malia e le Isole, e per un certo periodo avevano anche stabilito delle roccaforti in territorio Maliano, poi distrutte dal primo Re di Malia Aiace d’Altarocca. Ben più duro fu il contrasto secolare fra i Regni dell’Ovest e l’Impero Sarras, che per molto tempo si è battuto per realizzarne la conquista.
I guerrieri Sarras hanno grandi vessilli e vesti di tutte le sfumature dei colori freddi, indossano (spesso sotto le vesti) fini cotte di maglia ed elmi a calotta con un velo di cotta di maglia attaccato, a volte col nasale. Usano scimitarre, sciabole, lance sottili e scudi piccoli rotondi o “adargas” (scudi bivalvi di cuoio), pugnali ricurvi. Hanno archi compositi piccoli ma potenti, che sanno usare anche al galoppo, anche tirando all’indietro. Non usano molto la fanteria specializzata: sono quasi tutti cavalieri, che però all’occorrenza possono smontare e fungere da fanteria. Sono invece maestri delle fortificazioni e della costruzione delle macchine da assedio, e molto dediti a usare spie e stratagemmi di ogni tipo.

“L’Imperatore Sarras regna su terre infinite, su città immense poste su fiumi più grandi del Dathus, dotate di giardini pensili densi di frutti, su empori del deserto e su fortezze imprendibili, foreste e steppe, montagne sempre innevate, campi di una fertilità inimmaginabile e tundre desolate, a un suo cenno si muovono legioni più numerose di quelle degli antichi Mitoien.”

“I Sarras indossavano solo leggere cotte di maglia di ferro coperte da svolazzanti vesti di seta colorata, elmi appuntiti che lasciavano il volto scoperto. Portavano lance leggere, più corte e sottili di quelle Maliane, e cingevano snelle spade ricurve alla cintura. Cavalcavano in modo strano, come dritti in piedi su selle quasi piatte, quasi senza arcione.
Tutti i cavalieri Sarras inoltre, … avevano anche piccoli archi ricurvi, in ampie faretre che contenevano sia l’arco che le frecce, fissate alle selle dei cavalli. … Effettivamente,… erano uno spettacolo a vedersi: un tripudio di bandiere di ogni sfumatura di indaco, azzurro e turchese, vesti sgargianti di seta blu, celeste, viola.”

 

 

 

 

L’isola di Jehenna, l’unico luogo dell’Impero Sarras dove possono recarsi i mercanti stranieri per scambiare i loro beni.

Se vuoi leggere un racconto ambientato nell’Impero Sarras:

IL MERCATO FANTASMA – Parte I

 

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